AAS 13 (1921), p. 474

cipe della Chiesa, anzi di Decano del sacro Collegio, sarà per dare alle
medesime un particolare splendore; ma è Nostro desiderio di prender
parte anche Noi in qualche maniera a tali onoranze; e perciò, mentre
abbiamo divisato di concorrere con l'offerta, che qui Le rimettiamo, alle
spese sostenute da cotesta benemerita Amministrazione comunale per
l'erezione del monumento, siamo lieti di autorizzarLa, signor Cardinale,,
a rappresentare nelle feste di inaugurazione la Nostra umile Persona.
L'interesse che Noi prendiamo a questa celebrazione deve servire
a promuovere sempre più quel fervore di restaurazione musicale che,
iniziato felicemente dal Nostro Predecessore di venerata memoria, nel
primo anno del suo pontificato, è andato diffondendosi e intensificandosi
in tutte le regioni della cattolicità. Noi non vogliamo che col volgere
degli anni possa il tempo affievolire l'efficacia di quelle sapienti
norme che il medesimo Pontefice tracciò nel motu-proprio del 22 novembre
1903 chiamandole il codice giuridico della musica sacra; ma vogliamoche
restino nel loro pieno vigore, specialmente per ciò che riguarda la
classica polifonia, la quale, come fu detto egregiamente, ottenne il massimo
della sua perfezione nella scuola romana per opera di Pier Luigi
da Palestrina. In tal modo i fedeli, raccolti in preghiera nel tempio di
Dio, più facilmente saranno eccitati alla devozione e meglio si disporranno
ad accogliere i frutti della grazia.
Con questo augurio, Ci è grato, signor Cardinale, di impartire a
Lei, al Suo clero, ai promotori delle feste ed al caro popolo della diocesi
di Palestrina, l'Apostolica benedizione.
Dai Vaticano, 19 settembre 1921.

BENEDICTUS PP. XV

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