AAS 14 (1922), p. 57

Gli Eminentissimi appartenenti ad ordini religiosi monastici e mendicanti
non faranno mutazione nel loro vestiario.
Tutti gli Eminentissimi Cardinali, durante la vacanza della Santa
Sede, eoia l'abito cardinalizio, eccettuate le sacre funzióni, incederanno
in sola mozzetti, senza rocchetto.
Nelle Congregazioni useranno il consueto abito pi'ano con ferraioIone
violaceo.
Í Cappellani caudatari avranno la solita sottana paonazza con
fascia simile e croccia, quando gli Emi indosseranno la cappa: nelle
altre circostanze la sottana nera e ferraiolone simile..
^2 gennaio 1922.

Per mandato del Sacro Collegio:

Carlo Respighi,
Proton. Apost., Prefetto delle Cerimonie Pontificie*

VARIAZIONI E DISPOSIZIONI SULLA FORMA DELL'ABITO PRELATIZIO DA USARSI

DAI VESCOVI E DALLA PRELATURA NELLE SACRE FUNZIONI, DURANTE LA

VACANZA DELLA SANTA SEDE.

I Vescovi ed i Prelati, tanto nelle Cappelle, quanto nelle altre sacre
funzioni, useranno la sottana nera con la coda e senz'alcun ornamento
di altro colore. Si potrà tuttavia adoperare la detta sottana anche senza
la coda.
Fascia nera di lana con fiocchi simili.
Mantelletta di lana nera con le mostre simili.
Rocchetto liscio senza merletti con una piccola frangia nella sola
estremità delle maniche.
Le calze saranno di lana nera e parimenti il collare.
Nel fiocco del cappello non vi è variazione.
Con l'abito piano useranno le calze nere ed il ferraiolone nero
di lana.
22 gennaio 1922.

Per mandato del Sacro Collegio:

Carlo Respighi,
Proton. Apost, Prefetto delle Cerimonie Pontificie.

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