AAS 21 (1929), p. 725
1'opera all'unica mèta della perfezione, Dio, secondo la profonda
sentenza di 8. Agostino: «Ci creasti, o Signore, per Te, e inquieto
è il cuor nostro fintantoché in Te non si riposi ». 1
Egli è dunque di suprema importanza non errare nell'educazione,
come il non errare nella direzione verso il fine ultimo, con
il quale è intimamente e necessariamente connessa tutta l'opera
dell'educazione. Infatti, poiché l'educazione consiste essenzialmente
nella formazione dell'uomo, quale egli deve essere e come deve
comportarsi in questa vita terrena per conseguire il fine sublime
pel quale fu creato, è chiaro che, come non può darsi vera educazione
che non sia tutta ordinata al fine ultimo, così, nell'ordine
presente di Provvidenza, dopo cioè che Dio ci si è rivelato
nel Figlio suo Unigenito, che solo è « via e verità e vita », non
può darsi adeguata e perfetta educazione se non l'educazione
cristiana.
Onde si fa manifesta l'importanza suprema della educazione
cristiana, non soltanto per i singoli individui, ma e per le famiglie
e per tutta quanta la umana convivenza, giacché la perfezione
di questa non può non risultare dalla perfezione degli elementi
che la compongono. E similmente, dai principi accennati si fa
chiara e manifesta l'eccellenza, si può ben dire insuperabile,
dell'opera dell'educazione cristiana, come quella che mira, in
ultima analisi, ad assicurare il Sommo Bene, Dio, alle anime degli
educandi, ed il massimo di benessere, possibile in questa terra,
all'umana convivenza. E ciò nel modo più efficace che sia possibile
da parte dell'uomo, nel cooperare cioè con Dio al perfezionamento
degli individui e della società, in quanto la educazione
imprime agli animi la prima, la più potente e la più
duratura direzione nella vita, secondo la notissima sentenza
del Savio: « U giovinetto, secondo la via che ha presa, anché
quando sarà invecchiato non se ne scosterà » . Diceva perciò2
con ragione S. Giovanni Crisostomo: « Che v'ha di più grande
1Confess., I, 1: Fecisti nos, Domine, ad Te, et inquietum est cor nostrum donec requiescat
in Te.
* Prov., XXII , 6: Adolescens iuxta viam suam etiam cum senuerit non re&edet ab m.
sentenza di 8. Agostino: «Ci creasti, o Signore, per Te, e inquieto
è il cuor nostro fintantoché in Te non si riposi ». 1
Egli è dunque di suprema importanza non errare nell'educazione,
come il non errare nella direzione verso il fine ultimo, con
il quale è intimamente e necessariamente connessa tutta l'opera
dell'educazione. Infatti, poiché l'educazione consiste essenzialmente
nella formazione dell'uomo, quale egli deve essere e come deve
comportarsi in questa vita terrena per conseguire il fine sublime
pel quale fu creato, è chiaro che, come non può darsi vera educazione
che non sia tutta ordinata al fine ultimo, così, nell'ordine
presente di Provvidenza, dopo cioè che Dio ci si è rivelato
nel Figlio suo Unigenito, che solo è « via e verità e vita », non
può darsi adeguata e perfetta educazione se non l'educazione
cristiana.
Onde si fa manifesta l'importanza suprema della educazione
cristiana, non soltanto per i singoli individui, ma e per le famiglie
e per tutta quanta la umana convivenza, giacché la perfezione
di questa non può non risultare dalla perfezione degli elementi
che la compongono. E similmente, dai principi accennati si fa
chiara e manifesta l'eccellenza, si può ben dire insuperabile,
dell'opera dell'educazione cristiana, come quella che mira, in
ultima analisi, ad assicurare il Sommo Bene, Dio, alle anime degli
educandi, ed il massimo di benessere, possibile in questa terra,
all'umana convivenza. E ciò nel modo più efficace che sia possibile
da parte dell'uomo, nel cooperare cioè con Dio al perfezionamento
degli individui e della società, in quanto la educazione
imprime agli animi la prima, la più potente e la più
duratura direzione nella vita, secondo la notissima sentenza
del Savio: « U giovinetto, secondo la via che ha presa, anché
quando sarà invecchiato non se ne scosterà » . Diceva perciò2
con ragione S. Giovanni Crisostomo: « Che v'ha di più grande
1Confess., I, 1: Fecisti nos, Domine, ad Te, et inquietum est cor nostrum donec requiescat
in Te.
* Prov., XXII , 6: Adolescens iuxta viam suam etiam cum senuerit non re&edet ab m.