AAS 21 (1929), p. 739

attese le condizioni dei nostri tempi, sia veramente richiesto dal
bene comune.
Tuttavia, è chiaro che, in tutti questi modi di promuovere
l'educazione e l'istruzione pubblica e privata, lo Stato deve rispettare
i diritti nativi della Chiesa e della famiglia sull'educazione
cristiana, oltre che osservare la giustizia distributiva. Pertanto,
è ingiusto ed illecito ogni monopolio educativo o scolastico, che
costringa fisicamente o moralmente le famiglie a frequentare le
scuole dello Stato contro gli obblighi della coscienza cristiana, o
anche contro le loro legittime preferenze.
Ciò però non toghe che per la retta amministrazione della e) Quale
zione può
cosa pubblica e per la difesa interna ed esterna della pace, cose varsi.
tanto necessarie al bene comune e che richiedono speciali attitudini
e^ speciale preparazione, lo Stato si riserbi l'istituzione e la
direzione di scuole preparatorie ad alcuni suoi dicasteri e segnatamente
alla milizia, purché abbia cura di non ledere i diritti della
Chiesa e della famiglia in quello che loro spetta. Non è inutile
ripetere qui in particolare questa avvertenza, perchè ai tempi
nostri (in cui va diffondendosi un nazionalismo quanto esagerato
e falso altrettanto nemico di vera pace e prosperità) si
sogliono eccedere i giusti limiti nell'ordinare militarmente l'educazione
così detta fìsica dei giovani (e talora anche delle giovanette,
contro la natura stessa delle cose umane), spesso ancora invadendo
oltre misura, nel giorno del Signore, il tempo che deve essere dedicato
ai doveri religiosi e al santuario della vita familiare. Non
voghamo, del resto, biasimare quello che vi può. essere di buono
neho spirito .di disciplina e di legittimo ardimento in siffatti
metodi, ma soltanto ogni eccesso, quale per esempio, lo spirito
di violenza, che non è da scambiare con lo spirito di fortezza nè
con il nobile sentimento del valore militare in difesa della patria
e dell'ordine pubblico; quale ancora l'esaltazione dell'atletismo
che della vera educazione fìsica anche per l'età classica pagana
segnò la degenerazione e la decadenza.
In generale poi, non solo per la gioventù, ma per tutte le età
e condizioni, appartiene alia società civile e allo Stato l'educa-

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