AAS 23 (1931), p. 297

solennità e sulla importanza vitale di un tal dovere e di un tal
diritto, aggiungiamo Noi, perchè riteniamo e vogliamo ad ogni
costo praticare, con tutti gli onesti e sensati, che il primo diritto
è quello di fare il proprio dovere. Ma tutti i ricevitori e lettori del
messaggio avrebbero sorriso di incredulità o fatte le alte meraviglie,
se il messaggio avesse aggiunto che dei Circoli Cattolici
giovanili colpiti 10.000 erano, anzi sono, di gioventù femminile,
con un totale di quasi 500.000 giovani donne e fanciulle, dove,
chi può vedere un serio pericolo e una minaccia reale per la sicurezza
dello Stato? E devesi considerare che solo 220.000 sono
iscritte « effettive », più di 100.000 piccole « aspiranti », più di
150.000 ancora più piccole « Beniamine ».
Restano i circoli di gioventù cattolica maschile, quella stessa
gioventù cattolica che nelle pubblicazioni giovanili del partito e
nei discorsi e nelle circolari dei così detti gerarchi sono rappresentati
ed indicati al vilipendio ed allo scherno (con qual senso di
responsabilità pedagogica, per dir solo di questa, ognun lo vede)
come una accozzaglia di conigli e di buoni soltanto a portar
candele e recitar rosari nelle sacre processioni, e che forse per
questo sono stati in questi ultimi tempi tante volte e con così
poco nobile coraggio assaliti e maltrattati fino al sangue, lasciati
indifesi da chi poteva e doveva proteggerli e difenderli, se
non altro perchè inermi e pacifici assaliti da violenti e spesso
armati.
Se qui sta l'argomento più forte della attentata « distruzione »
(la parola non lascia davvero dubbi sulle intenzioni) delle nostre
care ed eroiche associazioni giovanili di Azione Cattolica, voi
vedete, Venerabili Fratelli, che Noi potremmo é dovremmo rallegrarci,
tanto chiaramente appare l'argomento di per se stesso
incredibile ed insussistente. Ma purtroppo dobbiamo ripetere,
che « mentita est iniquitas sibi » , e che 1'« argomento più forte »1
della voluta «distruzione» va cercato su altro terreno: la battaglia
che ora si combatte non è politica, ma morale e religiosa: squisitamente
morale e religiosa.

2 Psalm. XXVI, 12.

Testo dall'OCR della scansione vaticana; possono restare errori di lettura. Pagina nella scansione (PDF)

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