AAS 23 (1931), p. 299
Ë in presenza di tali fatti e di tale documentazione, dunque
coll'occhio e la mano sulla realtà, che Noi abbiamo sempre detto
ed ancora diciamo che accusare l'Azione Cattolica Italiana di
fare della politica era ed è vero e proprio calunniare. I fatti
hanno dimostrato a che cosa con questo si mirasse, che cosa si
preparasse: rare volte si è in così grandi proporzioni avverata
la favola del lupo e dell'agnello, e la storia non potrà non ricordarsene.
Noi, certi fino alla evidenza, di essere e di mantenerci sul terreno
religioso, non abbiamo mai creduto che potessimo essere
considerati come un « potere estero », massime da cattolici e
da cattolici italiani.
È in grazia della potestà apostolica a Noi indegnissimi da
Dio affidata, che i buoni cattolici di tutto il mondo (voi lo sapete
molto bene, Venerabili Fratelli), considerano Roma come la
seconda patria di tutti e di ciascuno di loro. Non è ancora troppo
lontano il giorno nel quale un uomo di Stato, che rimarrà certamente
fra i più celebri, non cattolico nè amico del cattolicesimo,
in piena assemblea politica disse, che non poteva considerare
come un potere estero quello al quale ubbidivano venti milioni
di tedeschi.
Per dire poi che nessun governo del mondo avrebbe lasciato
sussistere la situazione creata in Italia dalla Azione Cattolica
bisogna assolutamente ignorare o dimenticare che in tutti gli Stati
del mondo fino alla Cina sussiste e vive ed opera la Azione Cattolica,
bene spesso imitante nell'assieme e fino ai particolari l'Azione
Cattolica Italiana, spesso ancora con forme e particolari organizzativi
anche più spiccatamente tali che in Italia. In nessuno Stato
del mondo mai l'Azione Cattolica è stata considerata come un
pericolo dello Stato; in nessuno Stato del mondo l'Azione Cattolica
è stata così odiosamente perseguitata (non vediamo quale
altra parola risponda alla realtà e alla verità dei fatti) come in
questa Nostra Italia, e in questa medesima Nostra Sede Episcopale
Romana: e questa è veramente una situazione assurda, non
da Noi sibbene contro di Noi creata.
coll'occhio e la mano sulla realtà, che Noi abbiamo sempre detto
ed ancora diciamo che accusare l'Azione Cattolica Italiana di
fare della politica era ed è vero e proprio calunniare. I fatti
hanno dimostrato a che cosa con questo si mirasse, che cosa si
preparasse: rare volte si è in così grandi proporzioni avverata
la favola del lupo e dell'agnello, e la storia non potrà non ricordarsene.
Noi, certi fino alla evidenza, di essere e di mantenerci sul terreno
religioso, non abbiamo mai creduto che potessimo essere
considerati come un « potere estero », massime da cattolici e
da cattolici italiani.
È in grazia della potestà apostolica a Noi indegnissimi da
Dio affidata, che i buoni cattolici di tutto il mondo (voi lo sapete
molto bene, Venerabili Fratelli), considerano Roma come la
seconda patria di tutti e di ciascuno di loro. Non è ancora troppo
lontano il giorno nel quale un uomo di Stato, che rimarrà certamente
fra i più celebri, non cattolico nè amico del cattolicesimo,
in piena assemblea politica disse, che non poteva considerare
come un potere estero quello al quale ubbidivano venti milioni
di tedeschi.
Per dire poi che nessun governo del mondo avrebbe lasciato
sussistere la situazione creata in Italia dalla Azione Cattolica
bisogna assolutamente ignorare o dimenticare che in tutti gli Stati
del mondo fino alla Cina sussiste e vive ed opera la Azione Cattolica,
bene spesso imitante nell'assieme e fino ai particolari l'Azione
Cattolica Italiana, spesso ancora con forme e particolari organizzativi
anche più spiccatamente tali che in Italia. In nessuno Stato
del mondo mai l'Azione Cattolica è stata considerata come un
pericolo dello Stato; in nessuno Stato del mondo l'Azione Cattolica
è stata così odiosamente perseguitata (non vediamo quale
altra parola risponda alla realtà e alla verità dei fatti) come in
questa Nostra Italia, e in questa medesima Nostra Sede Episcopale
Romana: e questa è veramente una situazione assurda, non
da Noi sibbene contro di Noi creata.