AAS 23 (1931), p. 301
dedicata alla gioventù, in colloqui destinati alla pubblicità, alla
pubblicità estera prima ancora che a quella del paese, ed anche
all'ultima ora in messaggi ed in comunicazioni a rappresentanti
della stampa.
Un'altra riflessione e conclusione subito ed inevitabilmente
si impone. Non si è dunque tenuto nessun conto delle ripetute
assicurazioni e proteste Nostre, non si è tenuto conto alcuno
delle proteste ed assicurazioni vostre, Venerabili Fratelli Vescovi
d'Italia, sulla natura e sulla attività vera e reale dell'Azione
Cattolica e sui diritti sacrosanti ed inviolabili delle anime e della
Chiesa in essa rappresentati e impersonati.
Diciamo, ^Venerabili Fratelli, i sacrosanti ed inviolabili diritti
delle anime e della Chiesa, ed è questa la riflessione e conclusione
che più di ogni altra si impone, come è di ogni altra la più grave.
Già più e più volte, come è notorio, Noi abbiamo espresso il pensiero
Nostro, o meglio, della Chiesa Santa su così importanti ed
essenziali argomenti, e non è a voi, Venerabili Fratelli, fedeli
maestri in Israele, che occorra dire di più; ma non possiamo non
aggiungere qualche cosa per questi cari popoli che stanno intorno
a voi, che voi pascete e governate per divino mandato e che ormai
quasi solo per mezzo vostro possono conoscere il pensiero del
Padre comune delle anime loro.
Dicevamo i sacrosanti ed inviolabili diritti delle anime e della
Chiesa. Si tratta del diritto delle anime di procurarsi il maggior
bene spirituale sotto il magistero e l'opera formatrice della Chiesa,
di tale magistero e di tale opera unica mandataria, divinamente
costituita in quest'ordine soprannaturale fondato nel Sangue di
Dio Redentore, necessario ed obbligatorio a tutti per partecipare
alla divina Redenzione. Si tratta del diritto delle anime così
formate di partecipare i tesori della Redenzione ad altre anime
collaborando alla attività dell'Apostolato Gerarchico.
È in considerazione di questo duplice diritto delle anime, che
Ci dicevamo testé lieti e fieri di combattere la buona battaglia per
la libertà delle coscienze, non già (come qualcuno forse inavvertitamente
Ci ha fatto dire) per la libertà di coscienza, maniera di
ACTA , vol. XXIII , n. 8. — 6-7-931. 20
pubblicità estera prima ancora che a quella del paese, ed anche
all'ultima ora in messaggi ed in comunicazioni a rappresentanti
della stampa.
Un'altra riflessione e conclusione subito ed inevitabilmente
si impone. Non si è dunque tenuto nessun conto delle ripetute
assicurazioni e proteste Nostre, non si è tenuto conto alcuno
delle proteste ed assicurazioni vostre, Venerabili Fratelli Vescovi
d'Italia, sulla natura e sulla attività vera e reale dell'Azione
Cattolica e sui diritti sacrosanti ed inviolabili delle anime e della
Chiesa in essa rappresentati e impersonati.
Diciamo, ^Venerabili Fratelli, i sacrosanti ed inviolabili diritti
delle anime e della Chiesa, ed è questa la riflessione e conclusione
che più di ogni altra si impone, come è di ogni altra la più grave.
Già più e più volte, come è notorio, Noi abbiamo espresso il pensiero
Nostro, o meglio, della Chiesa Santa su così importanti ed
essenziali argomenti, e non è a voi, Venerabili Fratelli, fedeli
maestri in Israele, che occorra dire di più; ma non possiamo non
aggiungere qualche cosa per questi cari popoli che stanno intorno
a voi, che voi pascete e governate per divino mandato e che ormai
quasi solo per mezzo vostro possono conoscere il pensiero del
Padre comune delle anime loro.
Dicevamo i sacrosanti ed inviolabili diritti delle anime e della
Chiesa. Si tratta del diritto delle anime di procurarsi il maggior
bene spirituale sotto il magistero e l'opera formatrice della Chiesa,
di tale magistero e di tale opera unica mandataria, divinamente
costituita in quest'ordine soprannaturale fondato nel Sangue di
Dio Redentore, necessario ed obbligatorio a tutti per partecipare
alla divina Redenzione. Si tratta del diritto delle anime così
formate di partecipare i tesori della Redenzione ad altre anime
collaborando alla attività dell'Apostolato Gerarchico.
È in considerazione di questo duplice diritto delle anime, che
Ci dicevamo testé lieti e fieri di combattere la buona battaglia per
la libertà delle coscienze, non già (come qualcuno forse inavvertitamente
Ci ha fatto dire) per la libertà di coscienza, maniera di
ACTA , vol. XXIII , n. 8. — 6-7-931. 20