AAS 35 (1943), p. 106

all'efficacia di così sostanziale elemento e alimento conta, sempre e in
ogni luogo, fra i più gravi doveri e scopi dell'apostolato. L'importanza
della preghiera ha però oggi per questa Nostra diocesi un valore e una
necessità speciale, dacché Roma ha sofferto anch'essa di un affievoliniento
della vita religiosa, comune ai nostri tempi, e aggravato dalle condizioni
che accompagnano il crescere e il dilatarsi di una grande città.
Voi ne conoscete l'ampliamento e l'estensione; dove era il deserto degli
uomini, voi vedete addensarsi un nuovo popolo, un nuovo gregge da pascere
e adunare intorno ai sacri altari. A tale spettacolo, anche il vostro
cuore di apostoli si dilata; e la vostra missione, se non è facile, e anzi
esige prontezza a ogni sacrificio, deve però, nobilissima qua! è, suscitare
e infiammare nel vostro spirito uno zelo ardente e generoso pari ai bisogni
religiosi dei fedeli.

La Roma orante

Se volgiamo uno sguardo alla storia dei secoli passati, Roma, già
negli albori della fede, ci appare come una città orante, non nei delubri
e nei templi degli dei falsi del gentilesimo, ma al solo vero Dio nelle
case private dei primi seguaci di Cristo, o, in momenti di maggior pericolo,
nelle catacombe, poi, fin dal terzo secolo, in edifìci all'aperto,
vere chiese simili alle nostre, e infine nelle magnifiche e dorate basiliche;
perchè la preghiera fu sin d'allora per lei potentissima arma di vittoria
e di trionfo a durare nelle persecuzioni, a sostenersi forte nei tribunali
e nei supplizi, a morire martire di Cristo sotto il ferro dei carnefici.
Arma della sua difesa e della sua speranza era la preghiera; baluardi e
rocche di fede le sue basiliche e i suoi altari di elevazione a Dio; le are
dei martiri santuari e tombe, dove la pietà chiamava fin da lontane regioni
e d'oltre i mari anche devoti e coronati Principi a chinarsi nell
'orazione e ad eleggersi in quei luoghi venerandi il riposo delle loro
spoglie mortali. Che se non sono da attenuare le deficienze della vita
religiosa attraverso il Medio Evo e le età seguenti, tutta la vita pubblica
però, in ogni classe sociale, era accompagnata, animata e nobilitata
dalla preghiera; si potrebbe anzi dire che il cristiano veniva educato,
cresciuto e mantenuto nella preghiera dalla società stessa. E che Roma
splendesse come città orante, n'è testimone la storia e l'hanno conosciuta
e descritta i pellegrini, che negli anni giubilari vi confluivano a
schiere numerose da ogni parte del mondo. I sepolcri di Pietro e di
Paolo di quanti voti e brame non furono la meta a molti santi e sante,
a spiriti ardenti, i quali sulle sacre sponde del Tevere appresero i canti

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