AAS 35 (1943), p. 115

genuflesso davanti al tabernacolo, in atteggiamento degno, in profondo
raccoglimento, è un modello di edificazione, un ammonimento e un invito
all'emulazione orante per il popolo.
Se i fedeli vi interrogano, come possano giungere con celerità e sicurezza
a ben pregare, Rispondete loro che l'orazione ha un sostegno efficacissimo
nell'abnegazione di sè, nella penitenza e nella misericordia
verso il prossimo. Questa verità è tanto chiara, quanto è certo che le
opere buone sono un supposto essenziale di una degna e potente preghiera.
Sé infine Ci domandate che cosa Noi aspettiamo al presente dai Nostri
diocesani, vi risponderemo : la loro preghiera e l'offerta a Dio dei
loro sacrifìci. L'umanità vive oggi in una delle ore più ardue e dolorose.
Noi navighiamo in un lago, in un mare, in un oceano tempestoso combattuto
da venti contrari. La Chièsa, nata per l'umanità, finirà con l'umanità;
ma sempre sino alla consumazione dei secoli avrà con sè il divin
suo Fondatore, come egli stesso ha promesso : « Ecce ego vobiscum sum
omnibus diebus usque ad consummationem saeculi)). 10 In questo mare
la nave della Chiesa si avanza in mezzo ai popoli verso il porto dell'eternità,
coi suoi Apostoli, col suo Capo, con la sua dottrina, coi suoi Sacramenti,
con la sua pacifica azione, circondata dai flutti e dai marosi
delle burrasche, durante le quali Cristo Salvatore dorme misteriosamente.
Che fa la Chiesa, che fanno gli apostoli in mezzo al terrore del temuto
naufragio? Si accostano a Cristo e lo destano col grido e con l'invocazione
: « Praeceptor, perimus! » 11 Ecco la preghiera e la sicurezza della
Chiesa, la quale sa che « portae inferi non praevalebunt ». 12 La preghiera
quindi è l'arma più forte e invincibile contro tutti i pericoli e gli assalti
del mondo, perchè, se Cristo sembra che dorma, il suo cuore vigila
sempre col suo amore, con la sua fedeltà, con la sua onnipotènza, e sa
levarsi in piedi e comandare ai venti e alle tempeste nel momento che il
suo divino consiglio ha stabilito e che è congiunto con la nostra invocazione.
Non temiamo, ma preghiamo. Gridiamo anche noi al Salvatore :
(( Exsurge; quare obdormis, Domineì exsurge, et ne repellas in finem. Exsurge,
Domine, adiuva nos! »1 3 Uniamo alla nostra preghiera gli innumerevoli
sacrifici di quest'ora triste e solenne, le lacrime, le sofferenze, le
morti che contristano l'umanità. La nostra preghiera si impregnerà dei
nostri pianti e con l'accento suo accorato commoverà il cuore pietoso di

10 MATTH. 28, 20.
1 1 Luc. 8, 24.

12 MATTH. 16, 18.
" Ps. 43, 24, 27.

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