AAS 35 (1943), p. 135
bilare della vostra Associazione, la quale sorge e si dilata in mezzo al
popolo, ne partecipa la vita, ne divide le gioie e i dolori, il fermento
e la tranquillità, il passato e l'avvenire, sarebbe potuta cadere in tempo
quieto e pacifico, senza dover essere un appello e un eccitamento a eccezionali
imprese. Invece essa ha incontrato un'ora di grandi risoluzioni
e di vasti doveri, risoluzioni e doveri che toccano anche voi, dilette
figlie, voi che di questa medesima ora conoscete e sentite la gravità
e l'imponente richiesta di cooperazione da parte di tutti. In tali
circostanze, come il vostro filiale desiderio, così anche il Nostro personale
impulso Ci spinge a dirvi una parola, che sia per voi guida e
conforto, ammonimento e sostegno.
Il Nostro primo pensiero corre naturalmente alla guerra e al dopoguerra,
due fasi che domandano in sommo grado la vostra pronta sollecitudine
e generosità, le vostre facoltà, il vostro lavoro, il vostro amore,
la vostra abnegazione. Già il vostro programma per l'anno sociale
1943-1944 non ha forse largamente assegnato il campo dell'opera vostra
e di quel concorso al bene comune, che richiederanno a voi le vicende
della guerra e del tempo che la seguirà? L'animo Nostro vuole senza
dubbio aprirsi alla speranza e invoca dal Cielo che ritorni presto la
giusta pace nel mondo e cessi il conflitto cruento e distruttore. Ma per
questo campo di lavoro una riflessione si affaccia più viva alla Nostra
mente.
IM verginità cristiana pregio e sostegno per l'opera dell'apostolato e
per il trionfo della civiltà
Nelle vicende della storia fu raro che la Chiesa dovesse con premura
pari a quella di oggi cercare fra i suoi figli e le sue figlie la falange di
coloro che, liberamente rinunziando alle nozze terrene per amore di
Cristo, consacrassero tutte le proprie forze agli uffici di cura delle anime,
di educazione cristiana, di carità e di missione all'estero. Questo è
l'alto fine della Chiesa, inteso nella sua fondazione da Cristo Figlio di
Dio e di una Vergine Madre, e che in mezzo al popolo cristiano, di
fronte al sogno di Roma pagana intorno al tempio di Vesta, suscitò
la brama e l'ardore del martirio e della santità verginale, quando negli
anfiteatri e nei circhi le vergini cristiane, impavide ai tormenti, arrossenti
agli sguardi, celavano a se stesse quella venustà che fioriva nella
loro persona per velarla col sangue. Voi non ignorate il sacrifìcio che
le famiglie fanno dei loro figli e delle loro figlie nei Seminari, nei Monasteri
e nelle Congregazioni religiose, dove il cuore si dilata per abbracciare
il mondo cristiano e pagano, e apparirvi come padri e madri
popolo, ne partecipa la vita, ne divide le gioie e i dolori, il fermento
e la tranquillità, il passato e l'avvenire, sarebbe potuta cadere in tempo
quieto e pacifico, senza dover essere un appello e un eccitamento a eccezionali
imprese. Invece essa ha incontrato un'ora di grandi risoluzioni
e di vasti doveri, risoluzioni e doveri che toccano anche voi, dilette
figlie, voi che di questa medesima ora conoscete e sentite la gravità
e l'imponente richiesta di cooperazione da parte di tutti. In tali
circostanze, come il vostro filiale desiderio, così anche il Nostro personale
impulso Ci spinge a dirvi una parola, che sia per voi guida e
conforto, ammonimento e sostegno.
Il Nostro primo pensiero corre naturalmente alla guerra e al dopoguerra,
due fasi che domandano in sommo grado la vostra pronta sollecitudine
e generosità, le vostre facoltà, il vostro lavoro, il vostro amore,
la vostra abnegazione. Già il vostro programma per l'anno sociale
1943-1944 non ha forse largamente assegnato il campo dell'opera vostra
e di quel concorso al bene comune, che richiederanno a voi le vicende
della guerra e del tempo che la seguirà? L'animo Nostro vuole senza
dubbio aprirsi alla speranza e invoca dal Cielo che ritorni presto la
giusta pace nel mondo e cessi il conflitto cruento e distruttore. Ma per
questo campo di lavoro una riflessione si affaccia più viva alla Nostra
mente.
IM verginità cristiana pregio e sostegno per l'opera dell'apostolato e
per il trionfo della civiltà
Nelle vicende della storia fu raro che la Chiesa dovesse con premura
pari a quella di oggi cercare fra i suoi figli e le sue figlie la falange di
coloro che, liberamente rinunziando alle nozze terrene per amore di
Cristo, consacrassero tutte le proprie forze agli uffici di cura delle anime,
di educazione cristiana, di carità e di missione all'estero. Questo è
l'alto fine della Chiesa, inteso nella sua fondazione da Cristo Figlio di
Dio e di una Vergine Madre, e che in mezzo al popolo cristiano, di
fronte al sogno di Roma pagana intorno al tempio di Vesta, suscitò
la brama e l'ardore del martirio e della santità verginale, quando negli
anfiteatri e nei circhi le vergini cristiane, impavide ai tormenti, arrossenti
agli sguardi, celavano a se stesse quella venustà che fioriva nella
loro persona per velarla col sangue. Voi non ignorate il sacrifìcio che
le famiglie fanno dei loro figli e delle loro figlie nei Seminari, nei Monasteri
e nelle Congregazioni religiose, dove il cuore si dilata per abbracciare
il mondo cristiano e pagano, e apparirvi come padri e madri