AAS 35 (1943), p. 137

presto il matrimonio, ancora possibile in quelle condizioni sociali ed
economiche, la preminenza, che la famiglia aveva nel movimento del
popolo, tutto ciò ed altre circostanze ancora, che nel frattempo si sono
radicalmente mutate, costituivano il primo alimento e sostegno per
quel carattere e quel modo di cultura della donna.

Il carattere moderno della cultura femminile

Oggi al contrario l'antica figura femminile è in rapida trasforma
zione. Voi vedete la donna, e soprattutto la giovane, uscire dal suo ritiro
ed entrare in quasi tutte le professioni, dianzi campo di vita è di
azione esclusivo dell'uomo. Inizi prima timidi, poi sempre più forti di
questo rivolgimento, si erano venuti manifestando da tempo abbastanza
lungo, causati principalmente dallo sviluppo dell'industria nel pro;
gresso moderno. Ma da alcuni anni, quale fiumana che, travolti gli argini,
vince ogni resistenza, la schiera femminile pare che sia penetrata
in tutto il terreno della vita del popolo. Che se una tale corrente non
si è ancora ugualmente diffusa dappertutto, non è difficile incontrarne
il corso anche nel più remoto villaggio montano; mentre nel labirinto
delle grandi città, come nelle officine e nelle industrie, l'antico costume
e indirizzo ha dovuto incondizionatamente cedere la via al movimento
moderno.

Considerazioni intorno alla nuova condizione sociale della donna

Dinanzi a questa nuova condizione sociale della donna che doveva
fare la Chiesa? Poteva negare o ignorare il fatto e non curarlo? In altra
occasione, considerandone il lato morale, ne additammo le conseguenze
derivanti per la virtù delle singole persone. Dicemmo cioè che un tale
nuovo intreccio di vita non è un male in se stesso, ma ordinariamente
non va scevro di pericoli. Questi pericoli non possiamo escludere nè
attenuare neppur quando, come facciamo oggi, intendiamo di esaminare
la moderna situazione della donna in ciò che si riferisce al bene
comune e al costume avvenire del proprio Paese e degli altri popoli.
L'odierna struttura della società, che ha per fondamento la quasi
assoluta parità fra la donna e l'uomo, si appoggia sopra un fallace
presupposto. È vero che l'uomo e la donna sono, in quel che riguarda
la personalità, di uguale dignità e onore, pregio e stima. Ma non si
pareggiano in tutto. Determinate doti, inclinazioni e disposizioni naturali
sono proprie soltanto dell'uomo o della donna, ovvero si, trovano
loro attribuite in grado e valore diversi, le une più all'uomo, le altre
più alla donna, a quel modo che ad essi la natura ha dato anche distinti

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