AAS 37 (1945), p. 164
tifici per torturare o sopprimere persone spesso innocenti, le esigenze
e le norme indefettibili della umanità e della fede cristiana. Era questa'
per Noi la più opportuna e potremmo anzi dire l'unica via efficace per
proclamare in cospetto del mondo gl'immutabili principi della legge
morale e per confermare, in mezzo a tanti errori e a tante violenze, le
menti e i cuori dei cattolici tedeschi negli ideali superiori della verità
e della giustizia. Nè tali sollecitudini rimasero senza effetto. Sappiamo
infatti, che i Nostri Messaggi, massime quello Natalizio del 1942, nonostante
ogni proibizione ed ostacolo, furono fatti oggetto di studio nelle
Conferenze diocesane del Clero in Germania, e poi esposti e spiegati al
popolocattolico.
Ma se i reggitori della Germania avevano deliberato di distruggere
la Chiesa cattolica anche nell'antico Reich, la Provvidenza aveva disposto
altrimenti. Le tribolazioni della Chiesa da parte del nazionalsocialismo
hanno avuto termine con la repentina e tragica fine del persecutore
!
Dalle prigioni, dai campi di concentramento, dagli ergastoli affluiscono
ora, accanto ai detenuti politici, anche le falangi di coloro, sia del
Clero che del laicato, il cui unico delitto era stato la fedeltà a Cristo e
alla fede dei Padri o la coraggiosa osservanza dei doveri sacerdotali. Per
tutti IOPO Noi abbiamo ardentemente pregato e Ci siamo studiati con
ogni industria, ogniqualvolta è stato possibile, di far loro pervenire la
Nostra parola confortatrice e le benedizioni del Nostro cuore paterno.
Quanto più infatti si alzano i veli, che nascondevano finora la dolorosa
passione della Chiesa sotto il regime nazionalsocialista, tanto più
sì palesa la fermezza, incrollabile spesso fino alla morte, d'innumerevoli
cattolici e la parte gloriosa che in tale nobile agone ha avuto il Clero. —
Pur non essendo ancora in possesso di completi dati statistici, non possiamo
tuttavia astenerci dal menzionare qui, come esempio, qualcuna
almeno delle copiose notizie pervenuteci da sacerdoti e da laici che, internati
nel campo di Dachau, furono fatti degni di patir contumelia per
il nome di Gesù.5
In prima linea, per il numero e per la durezza del trattamento sofferto,
si trovavano i sacerdoti polacchi. Dal 1940 al 1945 furono imprigionati
nel campo medesimo 2800 ecclesiastici e religiosi di quella Nazione,
frai quali il Vescovo ausiliare di Wladislavia, che vi morì di tifo.
Nell'aprile scorso ve ne erano rimasti soltanto 816, essendo tutti gli altri
morti, ad eccezione di due o tre trasferiti in altro campo. Nell'estate del
1942 furono segnalati come colà raccolti 480 ministri del culto, di lingua
: " Act. 5, 41.
e le norme indefettibili della umanità e della fede cristiana. Era questa'
per Noi la più opportuna e potremmo anzi dire l'unica via efficace per
proclamare in cospetto del mondo gl'immutabili principi della legge
morale e per confermare, in mezzo a tanti errori e a tante violenze, le
menti e i cuori dei cattolici tedeschi negli ideali superiori della verità
e della giustizia. Nè tali sollecitudini rimasero senza effetto. Sappiamo
infatti, che i Nostri Messaggi, massime quello Natalizio del 1942, nonostante
ogni proibizione ed ostacolo, furono fatti oggetto di studio nelle
Conferenze diocesane del Clero in Germania, e poi esposti e spiegati al
popolocattolico.
Ma se i reggitori della Germania avevano deliberato di distruggere
la Chiesa cattolica anche nell'antico Reich, la Provvidenza aveva disposto
altrimenti. Le tribolazioni della Chiesa da parte del nazionalsocialismo
hanno avuto termine con la repentina e tragica fine del persecutore
!
Dalle prigioni, dai campi di concentramento, dagli ergastoli affluiscono
ora, accanto ai detenuti politici, anche le falangi di coloro, sia del
Clero che del laicato, il cui unico delitto era stato la fedeltà a Cristo e
alla fede dei Padri o la coraggiosa osservanza dei doveri sacerdotali. Per
tutti IOPO Noi abbiamo ardentemente pregato e Ci siamo studiati con
ogni industria, ogniqualvolta è stato possibile, di far loro pervenire la
Nostra parola confortatrice e le benedizioni del Nostro cuore paterno.
Quanto più infatti si alzano i veli, che nascondevano finora la dolorosa
passione della Chiesa sotto il regime nazionalsocialista, tanto più
sì palesa la fermezza, incrollabile spesso fino alla morte, d'innumerevoli
cattolici e la parte gloriosa che in tale nobile agone ha avuto il Clero. —
Pur non essendo ancora in possesso di completi dati statistici, non possiamo
tuttavia astenerci dal menzionare qui, come esempio, qualcuna
almeno delle copiose notizie pervenuteci da sacerdoti e da laici che, internati
nel campo di Dachau, furono fatti degni di patir contumelia per
il nome di Gesù.5
In prima linea, per il numero e per la durezza del trattamento sofferto,
si trovavano i sacerdoti polacchi. Dal 1940 al 1945 furono imprigionati
nel campo medesimo 2800 ecclesiastici e religiosi di quella Nazione,
frai quali il Vescovo ausiliare di Wladislavia, che vi morì di tifo.
Nell'aprile scorso ve ne erano rimasti soltanto 816, essendo tutti gli altri
morti, ad eccezione di due o tre trasferiti in altro campo. Nell'estate del
1942 furono segnalati come colà raccolti 480 ministri del culto, di lingua
: " Act. 5, 41.