AAS 16 (1924), p. 370

SACEA CONGREGATIO
DE DISCIPLINA SACRAMENTORUM

LITTERAE AD REV.MOS ORDINARIOS ITALIAE
CIRCA FACULTATEM CELEBRANDI MISSAM SUB DIO
AD NORMAM CANONIS 822 CODICIS I. C.

Illmo e Revmo Signore, - Molti Ordinari d'Italia si trovano in
gravi difficoltà circa la risoluzione da prendere quando loro si presentano
domande dirette a permettere la celebrazione dei santi misteri fuori
delle chiese, cioè dei luoghi destinati all'esercizio del culto.
La Santa Sede, interpellata in proposito, dopo accurato studio e
matura deliberazione, richiama loro le seguenti considerazioni.
È notissima la tradizionale disciplina che abbiamo ricevuto dai
Santi Padri, essere cioè la chiesa il luogo destinato alla celebrazione della
santa Messa. E anzi vi fu tempo in cui non si permetteva la celebrazione
se non nelle chiese o negli oratori consacrati. Con l'andare del tempo,
per varie ragioni, che non è qui il caso di ricordare minutamente, la
disciplina ecclesiastica in questa materia si rese un po' più benigna. Ma
a chi la studia nella sua evoluzione, apparisce chiaramente che, se alcune
volte fu concessa la celebrazione del divin Sacrificio fuori delle chiese,
ciò fu sempre ristretto ai casi di necessità o per motivi esclusivamente
religiosi.
Questa tradizionale disciplina, confermata da tanti Pontefici e da
tanti Concilii, antichissima ed universale, ebbe ultimamente una nuova
sanzione dal Codice di diritto canonico, dove, al can. 822 § 1, si stabilisce
che: « Missa celebranda est super altare consecratum et in ecclesia
«vel oratorio», ecc., e poi, al § 4: «Loci Ordinarius... licentiam cele-
« brandi extra ecclesiam et oratorium... concedere potest iusta tantum
« ac rationabili causa, in aliquo extraordinario casu et per modum actus ».
Di qui è facile inferire che le facoltà degli Ordinari al riguardo sono
assai limitate, non potendosi esercitare se non in qualche caso straordinario,
nè senza giusta e ragionevole causa, la quale deve essere unicamente
ispirata alle altissime ragioni del culto divino e al bene spirituale
dei fedeli. Giova poi inculcare e praticare con la debita severità queste
norme disciplinari per elevare e purificare il sentimento religioso del
popolo.

Testo dall'OCR della scansione vaticana; possono restare errori di lettura. Pagina nella scansione (PDF)

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