AAS 21 (1929), p. 744

disprezza i vantaggi che da esse provengono alla vita dell'umanità:
ripete anzi che desse, come vengono da Dio Signore delle
scienze, così, se rettamente trattate, a Dio, con la sua grazia,
conducono. E per nulla essa vieta che coteste discipline, ciascuna
nei suo ambito, usino e di principi propri e di proprio metodo ;
ma, riconosciuta questa giusta libertà, solertemente provvede
a che opponendosi per avventura alla dottrina divina non cadano
in errori, ovvero oltrepassando i propri limiti occupino e sconvolgano
il campo della fede » . 1
La quale norma della giusta libertà scientifica è insieme
norma inviolabile della giusta libertà didattica o libertà d'insegnamento
rettamente intesa; e deve essere osservata in qualsiasi
comunicazione dottrinale ad altri,, e, con obbligo assai più grave
di giustizia, nell'insegnamento alla gioventù, sia perchè su di
questa ogni maestro, pubblico o privato, non ha diritto educativo
assoluto, ma partecipato; sia perchè ogni fanciullo o adolescente
cristiano ha stretto diritto all'insegnamento conforme alla dottrina
della Chiesa, colonna e fondamento della verità, e gli recherebbe
grave torto chiunque turbasse la sua fede, abusando della
fiducia dei giovani verso i maestri e della loro naturale inesperienza
e disordinata inclinazione ad una libertà assoluta, illusoria,
falsa.

soggetto deii'edu- Infatti non si deve mai perdere di vista che il soggetto dell'edutzl
0 fte' cazione cristiana è l'uomo tutto quanto, spirito congiunto al
corpo in unità di natura, in tutte le sue facoltà, naturali e sopran-

1 Conc. Vat., Sess. 3, cap. 4: Neque solum fides et ratio inter se dissidere nunquam
possunt, sed opem quoque sibi mutuam ferunt, cum recta ratio fidei fundamenta demonstret
eiusque lumine illustrata rerum divinarum scientiam excolat, fides vero rationem ab
erroribus liberet ac Uieatur eamque multiplici cognitione instruat. Quapropter tantum abest,
ut Ecclesia humanarum artium et disciplinarum culturae obsistat, ut hanc multis modis
iuvet ataue promoveat. Non enim commoda ab iis ad hominum vitam dimanantia aut ignorat
aut despicit; fatetur immo, eas, quemadmodumaDeo scientiarum Domino profectae
sunt, ita, si rite pertractentur, ad Deum iuvante eius gratia perducere. Nec sane ipsa
vetat, ne huiusmodi disciplinae in suo quaeque ambitu propriis utantur principiis et
propria methodo; sed iustam hanc libertatem agnoscens, id' sedulo cavet, ne divinae doctrinae
repugnando errores in se suscipiant, aut fines proprios transgressae ea, quae sunt
fidei, occupent et perturbent.

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