AAS 21 (1929), p. 746
(quale non è, del resto, la giusta correzione), si direbbe il vero, ma
nulla affatto di nuovo, che non abbia insegnato la Chiesa ed attuato
nella pratica l'educazione cristiana tradizionale, a somiglianza
del modo tenuto da Dio stesso rispetto alle creature, che Egli
chiama alla cooperazione attiva, secondo la natura propria di
ciascuna, giacche la sua Sapienza « si estende con potenza da
un'estremità all'altra, e tutto governa con bontà » . 1
Ma, purtroppo, col significato ovvio dei termini e col fatto
stesso, si intende da non pochi sottrarre l'educazione da ogni
dipendenza dalla legge divina. Onde ai nostri giorni si dà il caso,
in verità assai strano, di educatori e filosofi che si affannano alla
ricerca di un codice morale universale dell'educazione, quasi
non esistesse nè il Decalogo, nè la legge Evangelica, e neanche
la legge di natura, scolpita da Dio nel cuore dell'uomo, promulgata
dalla retta ragione, codificata, con rivelazione positiva, da
Dio stesso nel Decalogo. E similmente, da tali novatori si suole
denominare, come per disprezzo, «eteronoma », «passiva », «superata
», l'educazione cristiana perchè si fonda sull'autorità divina
e sulla sua santa legge.
Costoro miseramente si illudono nella pretensione di liberare,
come essi dicono, il fanciullo, mentre lo rendono piuttosto schiavo
del suo cieco orgoglio e delle sue disordinate passioni, poiché
queste, per conseguenza logica da quei falsi sistemi, vengono ad
essere giustificate quali legittime esigenze della natura sedicente
autonoma.
Ma vi ha ancor peggio, nella pretensione falsa, irriverente e
pericolosa, oltre che vana, di voler sottoporre a ricerche, esperimenti
e giudizi di ordine naturale e profano, i fatti di ordine
soprannaturale concernenti l'educazione, come, ad esempio, la
vocazione sacerdotale o religiosa ed in generale le arcane operazioni
della Grazia, la quale, pur elevando le forze naturali, le
eccede nondimeno infinitamente e non può in nessun modo sottostare
alle leggi fìsiche, poiché « lo Spirito spira dove vuole » . 2
1 Sap., VIII, I: attingit a fine usque ad finem fortiter, et disponit omnia suaviter.
s Io., III, 8: Spiritus ubi vult spirat.
nulla affatto di nuovo, che non abbia insegnato la Chiesa ed attuato
nella pratica l'educazione cristiana tradizionale, a somiglianza
del modo tenuto da Dio stesso rispetto alle creature, che Egli
chiama alla cooperazione attiva, secondo la natura propria di
ciascuna, giacche la sua Sapienza « si estende con potenza da
un'estremità all'altra, e tutto governa con bontà » . 1
Ma, purtroppo, col significato ovvio dei termini e col fatto
stesso, si intende da non pochi sottrarre l'educazione da ogni
dipendenza dalla legge divina. Onde ai nostri giorni si dà il caso,
in verità assai strano, di educatori e filosofi che si affannano alla
ricerca di un codice morale universale dell'educazione, quasi
non esistesse nè il Decalogo, nè la legge Evangelica, e neanche
la legge di natura, scolpita da Dio nel cuore dell'uomo, promulgata
dalla retta ragione, codificata, con rivelazione positiva, da
Dio stesso nel Decalogo. E similmente, da tali novatori si suole
denominare, come per disprezzo, «eteronoma », «passiva », «superata
», l'educazione cristiana perchè si fonda sull'autorità divina
e sulla sua santa legge.
Costoro miseramente si illudono nella pretensione di liberare,
come essi dicono, il fanciullo, mentre lo rendono piuttosto schiavo
del suo cieco orgoglio e delle sue disordinate passioni, poiché
queste, per conseguenza logica da quei falsi sistemi, vengono ad
essere giustificate quali legittime esigenze della natura sedicente
autonoma.
Ma vi ha ancor peggio, nella pretensione falsa, irriverente e
pericolosa, oltre che vana, di voler sottoporre a ricerche, esperimenti
e giudizi di ordine naturale e profano, i fatti di ordine
soprannaturale concernenti l'educazione, come, ad esempio, la
vocazione sacerdotale o religiosa ed in generale le arcane operazioni
della Grazia, la quale, pur elevando le forze naturali, le
eccede nondimeno infinitamente e non può in nessun modo sottostare
alle leggi fìsiche, poiché « lo Spirito spira dove vuole » . 2
1 Sap., VIII, I: attingit a fine usque ad finem fortiter, et disponit omnia suaviter.
s Io., III, 8: Spiritus ubi vult spirat.