AAS 21 (1929), p. 747

Massimamente pericoloso è poi quel naturalismo, che, ai °) Educazione
sessuale.
nostri tempi, invade il campo dell'educazione in argomento
delicatissimo qual'è quello dell'onestà dei costumi. Assai diffuso
è l'errore di coloro che, con pericolosa pretensione e con brutta
parola, promuovono una così detta educazione sessuale, falsamente
stimando di poter premunire i giovani contro i pericoli
del senso, con mezzi puramente naturali, quale una temeraria
iniziazione ed istruzione preventiva per tutti indistintamente, e
anche pubblicamente, e, peggio ancora, con esporli per tempo
alle occasioni, per assuefarli, come essi dicono, e quasi indurirne
l'animo contro quei pericoli.
Costoro errano gravemente non volendo riconoscere la nativa
fragilità della natura umana e la legge, di cui parla l'Apostolo,
ripugnante alla legge della mente, 1 e misconoscendo anche
l'esperienza stessa dei fatti, onde consta che, segnatamente nei
giovani, le colpe contro i buoni costumi non sono tanto effetto
dell'ignoranza intellettuale quanto principalmente dell'inferma
volontà, esposta alle occasioni e non sostenuta dai mezzi della
Grazia.
In questo delicatissimo argomento, se, attese tutte le circostanze,
qualche istruzione individuale si rende necessaria, a tempo
opportuno, da parte di chi ha da Dio la missione educativa e la
grazia di stato, sono da osservare tutte le cautele, notissime
all'educazione cristiana tradizionale, sufficientemeT>t^ descritte
dal citato Antoniano, là dove dice:
« Tale e tanta è la miseria nostra, e l'inchnazione al peccato,
che spesse volte dalle medesime cose che si dicono per rimedio
dei peccati si prende occasione ed incitamento allo stesso peccato.
Pertanto importa sommamente che il buon padre, mentre ragiona
col figliuolo di materia così lubrica, stia bene avvertito, e non
discenda ai particolari ed ai varí modi, con] i quali quest'idra
infernale avvelena tanta parte del mondo, acciò non avvenga che
invece di estinguere questo fuoco, lo desti o lo accenda impru-

1 Boni., VII, 23.

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