AAS 21 (1929), p. 751

mente educativo nel linguaggio della liturgia e dell'arte, ma
anche la grande copia e varietà di scuole, associazioni e ogni
genere di istituzioni intese a formare la gioventù alla pietà religiosa
insieme con lo studio delle lettere e delie scienze e con la
stessa ricreazione e cultura fìsica. Ed in questa inesauribile fecondità
di opere educative, com'è mirabile, allo stesso tempo che
insuperabile, la provvidenza materna della Chiesa, altrettanto
mirabile è l'armonia sopra accennata, che essa sa mantenere con la
famiglia cristiana, tanto da potersi dire con verità, che la Chiesa
e la famiglia costituiscono un solo tempio dell'educazione cristiana.

E poiché è necessario che le novelle generazioni vengano °) scuoia:
istruite nelle arti e discipline, onde si avvantaggia e prospera la
civile convivenza, ed a questa opera è, per sé sola, insufficiente
la famiglia, così nacque l'istituzione sociale della scuola, dapprima,
si ponga ben mente, per iniziativa della famiglia e della Chiesa,
molto tempo innanzi che per opera dello Stato. Laonde la scuola,
considerata anche nelle sue origini storiche, è di natura sua istituzione
sussidiaria e complementare della famiglia e della Chiesa;
e pertanto, per logica necessità morale, deve non soltanto non
contraddire, ma positivamente accordarsi con gli altri due ambienti,
nell'unità morale più perfetta che sia possibile, tanto da
poter costituire, insieme con la famiglia e la Chiesa, un solo santuario,
sacro all'educazione cristiana, sotto pena di fallire al suo
scopo e di cambiarsi, m vece, in opera di distruzione.
E ciò è stato manifestamente riconosciuto anche da un laico,
tanto celebrato per i suoi scritti pedagogici (non del tutto encomiabili
perchè infetti di liberalismo),il quale sentenziò: «La scuola,
se non è tempio, è tana »; e inoltre: « Quando l'educazione letteraria,
sociale, domestica, religiosa, non s'accordano insieme,
l'uomo è infelice, impotente » . 1
Da ciò appunto consegue, essere contraria ai principi fondamentali
dell'educazione la scuola così detta neutra o laica, dalla Beutea>l alc

1 Nie. TOMMASEO, Pensieri sull'educazione, Parte I, 3, 6.

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