AAS 21 (1929), p. 761

accenti: « O Chiesa Cattolica, verissima Madre dei Cristiani, tu
meritamente predichi non soltanto doversi onorare purissimamente
e castissimamente Iddio stesso, conseguire il quale è giocondissima
vita, ma ancora talmente fai tua la dilezione e la
carità del prossimo che presso te trovasi potentemente efficace
ogni medicina ai molti mali pei quali, a cagione dei peccati,
soffrono le anime. Tu puerilmente i fanciulli, con fortezza i giovani,
con delicatezza i vecchi, a seconda dei bisogni e del corpo
e delio spirito, addestri ed ammaestri. Tu, per, direi quasi, libera
servitù i figli sottometti ai genitori, i genitori con dominio di
pietà preponi ai figli. Tu con vincolo di religione, più forte e più
stretto di quello del sangue, unisci i fratelli ai fratelli... Tu non
soltanto con vincolo di società, ma anche di una certa fraternità,
leghi i cittadini ai cittadini, le genti alle genti, in una parola tutti
gli uomini col ricordo dei primi comuni genitori. Insegni ai re di
ben attendere ai popoli; ammonisci i popoli di ubbidire ai re. Con
solerzia insegni a chi debbasi onore, a chi affetto, a chi rispetto,
a chi timore, a chi conforto, a chi ammonimento, a chi esortazione,
a chi la correzione, a chi il rimprovero, a chi il supplizio;
mostrando in qual modo e non a tutti tutto si debba, a tutti però
la carità, a nessuno l'offesa ». 1
Alziamo, o Venerabili Fratelli, i cuori e le mani supplici al
«al Pastore e Vescovo delle anime nostre)), al Re Divino2
cielOj

1 De moribus Ecclesiae catholicae, Hb. I, c.30:Merito. Ecclesia catholica. Mater
christianorum verissima, non solum ipsum Deum,, cuius adeptio vita est beatissima, purissime
atque castissime colendum praedicas; sed etiam proximi dilectionem atque charitatem
ita complectens, ut variorum morborum, quibus pro peccatis suis animae aegrotant,
omnis apud te medicina praepolleat. Tu pueriliter pueros, fortiter iuvenes, quiete Senes
prout cuiusque non corporis tantum, sed et animi aetas est, exerces ac doces. Tu parentibus
filios libera quadam servitute subiungis, parentes filiis pia dominatione praeponis.
Tu fratribus fratres religionis vinculo firmiore atque arctiore quam sanguinis nectis...
Tu cives civibus, gentes gentibus, et prorsus homines primorum parentum recordatione,
non societate tantum, sed quadam etiam fraternitate coniungis. Doces Reges prospicere
populis; mones populos se subdere Regibus. Quibus honor debeatur, quibus affectus, quibus
reverentia, quibus timor, quibus consolatio, quibus admonitio, quibus cohortatio, quibus
disciplina, quibus obiurgatio, quibus supplicium, sedulo doces; ostendens quemadmodum
et non omnibus omnia, et omnibus charitas, et nulli debeatur iniuria.
2 Cfr I Petr., II, 25: ad Pastorem et Episcopum animarum vestrarum.

Testo dall'OCR della scansione vaticana; possono restare errori di lettura. Pagina nella scansione (PDF)

Salva per dopo

Inserisci la tua email: ti invieremo un link per accedere. Nessuna password. Ciò che salvi (voci, versetti, capitoli, documenti) ti segue su ogni dispositivo.