AAS 22 (1930), p. 535

Ce Io ricordava la.Chiesa, incomparabile Maestra, or sono pochi
giorni, facendoci rileggere nella santità del divino sacrifìcio la
bella e profonda parola dell'Apostolo delle Genti (Philip., 4, 7):'
Pax Dei quae exsuperat omnem sensum custodiat corda vestra et
intelligentiae vestras in Christo Iesu Domino Nostro.
Trascende dunque il senso la pace di Cristo, la pace vera, ed
è grave errore credere che pace vera e durevole possa regnare
fra gli uomini e fra i popoli finché questi rivolgono le prime,
precipue e più avide ricerche ai beni sensibili, materiali, terreni, i
quali, per essere finiti, diffìcilmente possono bastare a tutti,
anche se nessuno (diffìcile ad avverarsi) si voglia prendere la
parte del leone, e necessariamente, quanto più grande è il numero
dei partecipanti, tanto minore la parte di ciascuno; onde quei
beni sono quasi inevitabilmente sorgenti, come di cupidigie e
di invidie, così di discordie e di contrasti. Avviene il contrario
dei tesori spirituali — la verità, il bene, la virtù — che, quanto
più largamente vengono comunicati, e più abbondano e fruttificano
a vantaggio dei singoli e delle collettività.
Altro errore, dal quale la parola apostolica divinamente ispirata
vuol premunire, è quello di chi crede potersi dare vera pace
esterna tra gli uomini e tra i popoli ove non è pace interna, ove
cioè lo spirito di pace non possiede le intelligenze ed i cuori, ossia
le anime tutte quante; le intelligenze per riconoscere e rispettare
le ragioni della giustizia, i cuori perchè alla giustizia si associ,
anzi prevalga, la carità; giacché se la pace, secondo il profeta deve
essere opera e frutto di giustizia (Isaia, 32, 17), essa, come luminosamente
insegna 8. Tommaso (2 2a aeq. 29. III ad 3u m) e com'è

nella natura delle cose, appartiene piuttosto alla carità che alla
giustizia. Purtroppo è diffìcile che regni e duri la pace interna
delle intelligenze e dei cuori fra cittadini e classi sociali, se forti
motivi di contrasto son fatti sorgere e mantenersi fra i cittadini
e fra le classi sociali da non equa distribuzione e proporzione
dei vantaggi e dei pesi, dei diritti e dei doveri, del contributo di
capitale, direzione, lavoro e della partecipazione a quei frutti, che
solo dalla loro amica cooperazione possono prodursi. Più diffìcile,

Testo dall'OCR della scansione vaticana; possono restare errori di lettura. Pagina nella scansione (PDF)

Salva per dopo

Inserisci la tua email: ti invieremo un link per accedere. Nessuna password. Ciò che salvi (voci, versetti, capitoli, documenti) ti segue su ogni dispositivo.