AAS 22 (1930), p. 536

per non dire impossibile, che duri la pace. fra i popoli e fra gli
Stati, se in luogo del vero e genuino amor patrio regni ed imperversi
un egoistico e duro nazionalismo, che è dire odio ed invidia
in luogo del mutuo desiderio di bene, diffidenza e sospetto in
luogo di fraterna fiducia, concorrenza e lotta in luogo di concorde
cooperazione, ambizione di egemonia e di predominio in luogo
del rispetto e della tutela di tutti i diritti, siano pur quelli dei
deboli e dei piccoli.
Assolutamente impossibile poi che i popoli posseggano e godano
quella tranquillità nell'ordine e nella, libertà che è l'essenza
stessa della pace, finché dall'interno e dall'esterno incombono
minacce e pericoli, non fronteggiati da sufficienti misure e provvedimenti
di difesa. E certamente minacce e pericoli sono inseparabili
dalla già accennata propaganda antisociale e antireligiosa;
ma non è con le sole difese materiali che si potranno allontanare e
vincere. Quanto a minacce di nuove guerre, mentre i popoli ancora
sentono così dolorosamente il flagello dell'ultima immane,
Noi non vogliamo, non possiamo credere alla loro realtà, non
potendo credere alla presenza di uno Stato civile, che voglia
divenire così mostruosamente omicida e quasi certamente suicida;
quando di una tale presenza dovessimo anche solo positivamente
dubitare, dovremmo rivolgerci a Dio colla ispirata preghiera del
re profeta, che pur conosceva la guerra e la vittoria: dissipa gentes
quae bella volunt (Ps. 67, 31) e con quella quotidiana e universale
della Chiesa: dona nobis pacem.
Ma venga ormai la strenna dopo l'augurio di pace, di pace
vera, di pace intima, di pace tranquilla e sicura. Dobbiamo dir
subito che di poterla oggi stesso presentare la Nostra strenna, in
natura, a voi qui, dilettissimi figli e venerabili fratelli, ed all'orbe
cattolico, abbiamo vivamente desiderato e sperato, ma dobbiamo
invece limitarci ad annunciarvela; sarà pronta fra pochi giorni
e potrà, dovrà anzi, ancora datarsi da questo anno 1930. Diciamo
datarsi, perchè si tratta di un'enciclica, della quale ancora nessuno
sa niente... Come vedete è quella che vi facciamo un'anticipazione
confidenziale di padre a figli, ai figli più vicini e prediletti,

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