AAS 22 (1930), p. 537

coi quali, venuti a trovarlo, non può tenere più oltre il segreto.
Sarà un'enciclica di soggetto importantissimo e che interessa
quant'altro mai la famiglia, gli Stati, anzi l'umanità intera; un
argomento di perenne attualità, attualità che oggi presenta aspetti
quanto mai lacrimevoli e preoccupanti; tanto preoccupanti da
farci ritenere in coscienza il Nostro intervento non soltanto opportuno
e necessario, ma anche urgente. L'enciclica tratterà del
Matrimonio cristiano in ordine alle condizioni, ai bisogni, ai
disordini presenti della famiglia e della società. È evidente, e lo
sarà ancora più dopo la lettura, che per la sua gravità ed importanza
essa ha necessariamente richiesto una lunga meditazione
e preparazione ed aveva già fatto molto cammino nel Nostro
spirito ancor prima che un connubio regale venisse a renderla e
più opportuna e più necessaria che già non la facessero le condizioni
generali del mondo. Più opportuna, diciamo, perchè della
dottrina e delle leggi divine ed ecclesiastiche, delle quali Dio
benedetto nell'arcano del Suo consiglio Ci ha voluto custodi,
interpreti e maestri, siamo debitori a tutti quanti, poveri e ricchi,
deboli e potenti, piccoli e grandi, ed a quelle dottrine e leggi appartiene
pure quanto la Chiesa insegna ed ordina circa il matrimonio
e precisamente circa i matrimoni misti. Diciamo pure più necessaria
per le gravi sopravvenienze alle quali il connubio stesso ha
dato luogo. Diciamo così, perchè intorno all'importante avvenimento
(importante in se stesso e nelle possibili sue conseguenze private
e pubbliche), del quale abbiamo pesato davanti a Dio tutta
la gravità e con questa la responsabilità che a Noi pure ne derivava,
Noi non avevamo nè potevamo avere altre difficoltà, fuori
quelle inerenti alle cose ed alle persone, difficoltà che giustificano
pienamente l'atteggiamento della Chiesa cattolica sempre in
massima contraria ai matrimoni misti e la sua intransigenza circa
le condizioni e cauzioni prescritte dai sacri canoni, senza le quali,
anche in concorso di gravi motivi, l'offesa di Dio ed il pericolo
delle anime rendono impossibile ogni permesso e concessione.
Di tali condizioni e cauzioni Noi abbiamo trattato, non con
personalità politiche di paese o di Governo alcuno, ma con gli

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