AAS 33 (1941), p. 186

tolica, la vostra Azione, in stretta unione e sotto la direzione della Ge­
rarchia ecclesiastica, entrando in lotta contro i pericoli del mal costume,
combattendoli in tutti i campi a voi aperti : nel campo della moda, dei
vestiti e degli abbigliamenti, nel campo dell'igiene e dello sport, nel
campo delle relazioni sociali e dei divertimenti. Vostre armi saranno la
vostra parola e il vostro esempio, la vostra cortesia e il vostro contegno,
armi che anche ad altri attestano e rendono possibile e lodevole il com­
portamento che onora voi e la vostra attività.
Non è Nostro proposito di ritracciare qui il triste e troppo noto qua­
dro dei disordini che si affacciano ai vostri occhi : vesti così esigue o tali
da sembrar fatte piuttosto per porre in maggior rilievo ciò che dovreb­
bero velare; sports, svolgentisi con fogge di vestire, esibizioni, « camera­
tismi », inconciliabili anche con la modestia più condiscendente ; danze,
spettacoli, audizioni, letture, illustrazioni, decorazioni, in cui la mania
del divertimento e del piacere accumula i più gravi pericoli. Intendiamo
invece ora di ricordarvi e rimettervi sotto lo sguardo della mente i prin­
cipii della fede cristiana, che in queste materie devono illuminare i vostri
giudizi, guidare i vostri passi e la vostra condotta, ispirare e sostenere
la vostra lotta spirituale.
Giacché ben si tratta di una lotta. La purezza delle anime, viventi
della grazia soprannaturale, non si conserva nè si conserverà mai senza
combattimento. Felici voi, che nelle vostre famiglie, all'alba della vostra
vita^ fin dalla culla riceveste vita più alta, vita divina col santo batte­
ssimo ! Bambine inconscie di così gran dono e felicità, voi non combat­
teste allora, — come anime più mature meno fortunate di voi, — per la
conquista di tanto bene ; ma anche voi non lo conserverete senza lotta.
Il peccato originale, se fu cancellato nell'anima vostra dalla grazia puri­
ficante e santificante, che vi ha riconciliate con Dio come figlie di ado­
zione ed eredi del cielo, ha lasciato in voi quella triste eredità di Adamo
ch'è lo squilibrio interiore, la lotta, che sentiva pure il grande Apo­
stolo Paolo, il quale, mentre si dilettava nella legge di Dio secondo
l'uomo interiore, vedeva un'altra legge del peccato esistente nelle sue
membra ; legge delle passioni e delle inclinazioni disordinate, non mai2
pienamente sottomesse, con le quali, alleato della carne e del mondo,
congiura un angelo di Satana, che con le tentazioni molesta le animé.
Tale è la guerra fra lo spirito e la carne, così apertamente attestata dalla
rivelazione divina, che (se si eccettui la Beatissima Vergine) vano è il
pensiero poter darsi una vita umana al tempo stesso pura e vissuta senza

2 Rom., VII, 22-23.

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