AAS 33 (1941), p. 187
vigilanza e senza combattimento. Non v'illudete di credere l'anima vostra
insensibile agl'incitamenti, invincibile agli allettamenti e ai pericoli.
È vero che l'abitudine spesso riesce a rendere lo spirito meno soggetto
a tali impressioni, particolarmente allorché esso ne viene astratto e nelle
sue forze vive assorbito dall'esercizio di un'attività professionale o in
tellettiva più alta; ma immaginarsi che tutte le anime, così prone al
sentimento, valgano a rendersi insensibili agl'incentivi erompenti da
immagini, che, colorate dei lenocini del piacere, rapiscono e avvincono
a sè l'attenzione, sarebbe supporre e stimare che possa mai cessare o di
minuire la maligna complicità che quelle insidiose istigazioni trovano
negl'istinti della natura umana decaduta e disordinata.
Questa lotta inevitabile voi l'accettate coraggiosamente e cristiana
mente. Lo scopo dunque della vostra azione comune non può essere di
sopprimerla totalmente ; ma deve tendere ad ottenere che questo neces
sario combattimento spirituale non sia reso per le anime più difficile.,
più pericoloso, dalle circostanze esteriori, dall'atmosfera nella quale
debbono sostenerlo e proseguirlo quei cuori che ne soffrono gli assalti.
Nei campi pugnaci della Chiesa, dove si affrontano la virtù e il vizio,
voi incontrerete sempre alcuni caratteri da Dio plasmati intrepidi, eroi
ci, che, sorretti dalla grazia, non vacillano nè crollano ad alcun impulso,
e sanno a viso aperto mantenersi incorrotti e puri in mezzo al fango onde
sono circondati, quasi lievito di buon fermento e rigenerazione per quel
maggior numero di anime, pur redente dal sangue di Cristo, che fanno
massa intorno a loro. Il fine pertanto della vostra lotta vuol essere che
la purezza cristiana, condizione di salvezza per le anime, riesca meno
ardua a tutte le buone volontà, sicché le tentazioni, nascenti dalle con
tingenze esteriori, non sorpassino i limiti di quella resistenza, che con
la grazia divina il mediocre vigore di molte anime vale ad opporvi.
Per raggiungere così santo e virtuoso intento, conviene agire sopra
circoli e correnti di idee, sui quali, se poco o nulla potrebbe un'azione
individuale e isolata, assai efficacemente è in grado di operare un'azione
comune. Se l'unione fa la forza, solo un gruppo compatto, numeroso
quanto mai può essere, di risoluti e non pavidi spiriti cristiani saprà,
dove la loro coscienza parli ed esiga, scuotere il giogo di certi ambienti
sociali, svincolarsi dalla tirannide, oggi più forte che mai, delle mode di
ogni sorta, mode nel vestito, mode negli usi e nelle relazioni della vita.
Il movimento della moda non ha in sè nulla di cattivo : sgorga spon
taneamente dalla socievolezza umana secondo l'impulso che inclina a
trovarsi in armonia coi propri simili e con la pratica usata dalle per
sone in mezzo alle quali si vive. Dio non vi chiede di vivere fuori del vo-
insensibile agl'incitamenti, invincibile agli allettamenti e ai pericoli.
È vero che l'abitudine spesso riesce a rendere lo spirito meno soggetto
a tali impressioni, particolarmente allorché esso ne viene astratto e nelle
sue forze vive assorbito dall'esercizio di un'attività professionale o in
tellettiva più alta; ma immaginarsi che tutte le anime, così prone al
sentimento, valgano a rendersi insensibili agl'incentivi erompenti da
immagini, che, colorate dei lenocini del piacere, rapiscono e avvincono
a sè l'attenzione, sarebbe supporre e stimare che possa mai cessare o di
minuire la maligna complicità che quelle insidiose istigazioni trovano
negl'istinti della natura umana decaduta e disordinata.
Questa lotta inevitabile voi l'accettate coraggiosamente e cristiana
mente. Lo scopo dunque della vostra azione comune non può essere di
sopprimerla totalmente ; ma deve tendere ad ottenere che questo neces
sario combattimento spirituale non sia reso per le anime più difficile.,
più pericoloso, dalle circostanze esteriori, dall'atmosfera nella quale
debbono sostenerlo e proseguirlo quei cuori che ne soffrono gli assalti.
Nei campi pugnaci della Chiesa, dove si affrontano la virtù e il vizio,
voi incontrerete sempre alcuni caratteri da Dio plasmati intrepidi, eroi
ci, che, sorretti dalla grazia, non vacillano nè crollano ad alcun impulso,
e sanno a viso aperto mantenersi incorrotti e puri in mezzo al fango onde
sono circondati, quasi lievito di buon fermento e rigenerazione per quel
maggior numero di anime, pur redente dal sangue di Cristo, che fanno
massa intorno a loro. Il fine pertanto della vostra lotta vuol essere che
la purezza cristiana, condizione di salvezza per le anime, riesca meno
ardua a tutte le buone volontà, sicché le tentazioni, nascenti dalle con
tingenze esteriori, non sorpassino i limiti di quella resistenza, che con
la grazia divina il mediocre vigore di molte anime vale ad opporvi.
Per raggiungere così santo e virtuoso intento, conviene agire sopra
circoli e correnti di idee, sui quali, se poco o nulla potrebbe un'azione
individuale e isolata, assai efficacemente è in grado di operare un'azione
comune. Se l'unione fa la forza, solo un gruppo compatto, numeroso
quanto mai può essere, di risoluti e non pavidi spiriti cristiani saprà,
dove la loro coscienza parli ed esiga, scuotere il giogo di certi ambienti
sociali, svincolarsi dalla tirannide, oggi più forte che mai, delle mode di
ogni sorta, mode nel vestito, mode negli usi e nelle relazioni della vita.
Il movimento della moda non ha in sè nulla di cattivo : sgorga spon
taneamente dalla socievolezza umana secondo l'impulso che inclina a
trovarsi in armonia coi propri simili e con la pratica usata dalle per
sone in mezzo alle quali si vive. Dio non vi chiede di vivere fuori del vo-