AAS 33 (1941), p. 466
L'opuscolo vuole essere una difesa di una certa esegesi detta di me
ditazione; ma è soprattutto una virulenta accusa dello studio scienti
fico delle Sacre Scritture: esame filologico, storico, archeologico, ecc.
della Bibbia altro non sono che razionalismo, naturalismo, modernismo,
scetticismo, ateismo, ecc. ; a capir bene la Bibbia, bisogna lasciare
libero corso allo spirito, quasi che ognuno fosse in personale comunione
con la divina Sapienza, e ricevesse dallo Spirito Santo speciali lumi
individuali, come pretesero i primitivi protestanti. Perciò l'anonimo con
estrema violenza attacca persone ed istituti scientifici pontifici ; denigra
lo spirito degli studi biblici scientifici, « spirito maledetto di orgoglio,
di presunzione e di superficialità, palliata da accigliata indagine e da
ipocrita scrupolosità della lettera » (pag. 40); disprezza l'erudizione,
10 studio delle lingue orientali e delle altre scienze ausiliarie, e trascorre
a. gravi errori circa i principi fondamentali dell'ermeneutica cattolica
consentanei alla nozione teologica della ispirazione biblica, miscono^
scendo la dottrina dei sensi delle Sacre Scritture, e trattando con somma
leggerezza il senso letterale e la sua accurata indagine; da ultimò^
come se ignorasse la storia dei testi originali e delle versioni antiche,
nonché la natura e l'importanza della critica testuale, propugna una
falsa teoria sull'autenticità della Volgata.
Poiché sarebbe fuor di luogo, e poco riverente verso Pastori e Mae
stri della Chiesa, ritornare sopra le nozioni primordiali dell'ispirazione
e dell'ermeneutica biblica, basti porre di fronte alle pretese dell'anò
nimo qualcuna delle pili recenti disposizioni della Santa Sede sullo
studio scientifico della Sacra Scrittura, da Leone XIII in poi.
1. Del senso letterale. — L'anonimo benché .affermi pro forma che
11 senso letterale è la « base dell'interpretazione biblica » (pag. 6), di
f atto preconizza una esegesi assolutamente soggettiva e allegorica, giusta
l'ispirazione personale o piuttosto secondo la fantasia più o meno vi
vace e feconda di ognuno. Ora se è proposizione di fede da tenersi per
principio fondamentale, che la Sacra Scrittura contiene, oltre al senso
letterale, un senso spirituale o tipico, come ci è insegnato dalla pratica
di Nòstro Signore e degli Apostoli, tuttavia non ogni sentenza o rac
conto contiene un senso tipico, e fu un eccesso grave della scuola ales
sandrina di voler trovare dappertutto un senso simbolico, anche a danno
del senso letterale e storico. Il senso spirituale o tipico, oltre che fon
darsi sopra il senso letterale, deve provarsi sia dall'uso di Nostro Si
gnore, degli Apostoli o degli scrittori ispirati, sia dall'uso tradizionale
dei Santi Padri e della Chiesa, specialmente nella sacra liturgia, perchè
ditazione; ma è soprattutto una virulenta accusa dello studio scienti
fico delle Sacre Scritture: esame filologico, storico, archeologico, ecc.
della Bibbia altro non sono che razionalismo, naturalismo, modernismo,
scetticismo, ateismo, ecc. ; a capir bene la Bibbia, bisogna lasciare
libero corso allo spirito, quasi che ognuno fosse in personale comunione
con la divina Sapienza, e ricevesse dallo Spirito Santo speciali lumi
individuali, come pretesero i primitivi protestanti. Perciò l'anonimo con
estrema violenza attacca persone ed istituti scientifici pontifici ; denigra
lo spirito degli studi biblici scientifici, « spirito maledetto di orgoglio,
di presunzione e di superficialità, palliata da accigliata indagine e da
ipocrita scrupolosità della lettera » (pag. 40); disprezza l'erudizione,
10 studio delle lingue orientali e delle altre scienze ausiliarie, e trascorre
a. gravi errori circa i principi fondamentali dell'ermeneutica cattolica
consentanei alla nozione teologica della ispirazione biblica, miscono^
scendo la dottrina dei sensi delle Sacre Scritture, e trattando con somma
leggerezza il senso letterale e la sua accurata indagine; da ultimò^
come se ignorasse la storia dei testi originali e delle versioni antiche,
nonché la natura e l'importanza della critica testuale, propugna una
falsa teoria sull'autenticità della Volgata.
Poiché sarebbe fuor di luogo, e poco riverente verso Pastori e Mae
stri della Chiesa, ritornare sopra le nozioni primordiali dell'ispirazione
e dell'ermeneutica biblica, basti porre di fronte alle pretese dell'anò
nimo qualcuna delle pili recenti disposizioni della Santa Sede sullo
studio scientifico della Sacra Scrittura, da Leone XIII in poi.
1. Del senso letterale. — L'anonimo benché .affermi pro forma che
11 senso letterale è la « base dell'interpretazione biblica » (pag. 6), di
f atto preconizza una esegesi assolutamente soggettiva e allegorica, giusta
l'ispirazione personale o piuttosto secondo la fantasia più o meno vi
vace e feconda di ognuno. Ora se è proposizione di fede da tenersi per
principio fondamentale, che la Sacra Scrittura contiene, oltre al senso
letterale, un senso spirituale o tipico, come ci è insegnato dalla pratica
di Nòstro Signore e degli Apostoli, tuttavia non ogni sentenza o rac
conto contiene un senso tipico, e fu un eccesso grave della scuola ales
sandrina di voler trovare dappertutto un senso simbolico, anche a danno
del senso letterale e storico. Il senso spirituale o tipico, oltre che fon
darsi sopra il senso letterale, deve provarsi sia dall'uso di Nostro Si
gnore, degli Apostoli o degli scrittori ispirati, sia dall'uso tradizionale
dei Santi Padri e della Chiesa, specialmente nella sacra liturgia, perchè