AAS 35 (1943), p. 139
Un triplice pericolo :
Di qui voi scorgete il triplice pericolo che distingue il nostro tempo :
a) per la donna
1. Innanzi tutto un pericolo concernente la donna. Indichiamolo subito
nella sua forma estrema. Voi conoscete la sorte delle fanciulle, che,
specialmente nelle grandi città, appena raggiunta l'età dell'adolescenza,
lasciano la famiglia per cercarsi un posto. Il miraggio è allucinante :
indipendenza da ogni soggezione, possibilità di sfoggiare lusso, libertà
senza ritegno, facilità di stringere amicizie, di frequentare cinematografi,
di darsi agli sports, di partire il sabato in liete comitive, facendo
ritorno il lunedì e sfuggendo sempre all'occhio dei propri familiari.
L'alta retribuzione, che esse di frequente godono, è spesso il prezzo della
perdita della loro innocenza e purezza. Le forze della natura, che erano
in loro riservate per fondare più tardi una famiglia, dove vanno a finire?
Vengono dissipate nei piaceri e nella colpa. Naturalmente, accanto
a questo corteo di giovani sconsigliate e infelici, vi è una serie
di altre, che vengono sempre meno afferrate da così gran male, fino a
quelle, che in mezzo a tutti i pericoli si sanno mantenere pure e forti.
Sarebbe tuttavia un'illusione il credere che quella classe estrema si aduni
soltanto in lontane regioni e città del mondo. Sventuratamente voi la
trovate anche in mezzo al nostro buon popolo, e ne vedete il fatale cammino.
b) per il matrimonio
2. Da ciò nasce un altro pericolo per il matrimonio. Giovani donne,
come quelle testé descritte, ordinariamente non vengono scelte per il
matrimonio, ancor meno per il matrimonio secondo la legge di Cristo.
Spesso anzi esse stesse lo respingono come una catena. E quante altre
sono contaminate dal medesimo male, sia pure in grado minore! D'altra
parte, anche l'uomo, che nel vigore della sua giovane età ha condotto
una vita dissoluta, come potrebbe poi costituire nella fedeltà coniugale
un santo e casto connubio? Voi conoscete l'ideale delle nozze cristiane,5
che Noi stessi cerchiamo d'insegnare agli sposi novelli, i quali vengono
a Noi. Come potrebbe questo ideale splendere e prosperare, se il
suo presupposto, l'impronta cristiana della vita e della cultura, tendesse
sempre più a scomparire?
5 Encìel. di S. S. Pio XI, 31 dicembre 1930.
Di qui voi scorgete il triplice pericolo che distingue il nostro tempo :
a) per la donna
1. Innanzi tutto un pericolo concernente la donna. Indichiamolo subito
nella sua forma estrema. Voi conoscete la sorte delle fanciulle, che,
specialmente nelle grandi città, appena raggiunta l'età dell'adolescenza,
lasciano la famiglia per cercarsi un posto. Il miraggio è allucinante :
indipendenza da ogni soggezione, possibilità di sfoggiare lusso, libertà
senza ritegno, facilità di stringere amicizie, di frequentare cinematografi,
di darsi agli sports, di partire il sabato in liete comitive, facendo
ritorno il lunedì e sfuggendo sempre all'occhio dei propri familiari.
L'alta retribuzione, che esse di frequente godono, è spesso il prezzo della
perdita della loro innocenza e purezza. Le forze della natura, che erano
in loro riservate per fondare più tardi una famiglia, dove vanno a finire?
Vengono dissipate nei piaceri e nella colpa. Naturalmente, accanto
a questo corteo di giovani sconsigliate e infelici, vi è una serie
di altre, che vengono sempre meno afferrate da così gran male, fino a
quelle, che in mezzo a tutti i pericoli si sanno mantenere pure e forti.
Sarebbe tuttavia un'illusione il credere che quella classe estrema si aduni
soltanto in lontane regioni e città del mondo. Sventuratamente voi la
trovate anche in mezzo al nostro buon popolo, e ne vedete il fatale cammino.
b) per il matrimonio
2. Da ciò nasce un altro pericolo per il matrimonio. Giovani donne,
come quelle testé descritte, ordinariamente non vengono scelte per il
matrimonio, ancor meno per il matrimonio secondo la legge di Cristo.
Spesso anzi esse stesse lo respingono come una catena. E quante altre
sono contaminate dal medesimo male, sia pure in grado minore! D'altra
parte, anche l'uomo, che nel vigore della sua giovane età ha condotto
una vita dissoluta, come potrebbe poi costituire nella fedeltà coniugale
un santo e casto connubio? Voi conoscete l'ideale delle nozze cristiane,5
che Noi stessi cerchiamo d'insegnare agli sposi novelli, i quali vengono
a Noi. Come potrebbe questo ideale splendere e prosperare, se il
suo presupposto, l'impronta cristiana della vita e della cultura, tendesse
sempre più a scomparire?
5 Encìel. di S. S. Pio XI, 31 dicembre 1930.