AAS 36 (1944), p. 210

sorse l'Opera di San Pietro Apostolo — le Missioni cattoliche contavano
870 sacerdoti e 2700 seminaristi indigeni : il cinquantesimo anniversario
di quella fondazione trovava già quel numero ottuplicato ; mentre le circoscrizioni
ecclesiastiche affidate a Vescovi indigeni presentemente ascendono
ad oltre 70. È poi necessario di ricordare quali alte speranze offre
il campo missionario nell'Asia orientale? Ohe se volgiamo lo sguardo
al continente africano, l'affluire di quei popoli verso la Chiesa, massime
nel Congo Belga, è andato crescendo e sviluppandosi a tal segno, da
rappresentare risultati finora non mai conseguiti.
È come se il Signore nella prima guerra mondiale avesse con la sua
mano onnipotente sollevato e condotto l'opera delle Missioni al di sopra
e al di là degli abissi. Mentre allora non pochi prevedevano e temevano
che la guerra avrebbe su di essa sinistramente influito con la sua forza
distruggitrice a guisa di terribile cataclisma, la Provvidenza divina faceva
fiorire una primavera missionaria, quale la Chiesa non vide forse
mai più promettente.

Perciò non esitiamo anche ora, in questo secondo e più formidabile
conflitto, di guardare l'avvenire con occhio sereno ; ed anzi, crediamo, a
più forte ragione. Infatti il lavoro compiuto nell'intervallo è coscientemente
partito dall'intento di dare alle Missioni il caràttere di istituzioni
non straniere, ma proprie del Paese. Di qui il bisognò del Clero indigeno
e delle Suore indigene ; di qui il principio che l'indole, le tradizioni e i
costumi nativi debbono rimanere inviolati, in quanto sono conciliabili con
la legge divina. Il Missionario è Apostolo di Gesù Cristo. Egli non ha
l'ufficio di trapiantare la civiltà specificamente europea nelle terre di
missione, sibbene di rendere quei popoli, che vantano talora culture millenarie,
pronti ed atti ad accogliere e ad assimilarsi gli elementi di vita
e di costumanza cristiana, che facilmente e naturalmente si accordano
con ogni sana civiltà e conferiscono a questa la piena capacità e forza
di assicurare e garantire la dignità e la felicità umana. I cattolici indigeni
debbono essere veramente membri della famiglia di Dio e cittadini
del suo regno, senza però cessare di rimanere cittadini anche della loro6
patria terrena.
Il grande scopo delle Missioni è di stabilire la Chiesa nelle nuove
terre e di farle ivi mettere salde radici tanto da poter un giorno vivere
e svilupparsi senza il sostegno dell'Opera delle Missioni. L'Opera delle
Missioni non è scopo a se medesima : essa tende con ardore a quell'alto
fine, ma si ritira quando questo è stato raggiunto.

6 Cfr. Eph. 2, 19.

Testo dall'OCR della scansione vaticana; possono restare errori di lettura. Pagina nella scansione (PDF)

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