AAS 37 (1945), p. 160

son chiamati a consacrar visi, ciascuno nel suo ufficio e al proprio postò.
Nessuno potrà mai apportarvi troppa premura nè troppo zelo.
Quanto a Noi é al Nostro Apostolico Ministero, ben sappiamo, Venerabili
Fratelli, di poter fare sicuro assegnamento sulla vostra sapiente'
collaborazione, sulle vostre incessanti preghière, sulla vostra inalterabile
devozione.

I

La Chiesa e il nazionalsocialismo

In Europa, la guerra è finita : ma quali stigmate vi ha impresse ! Il
divino Maestro aveva detto : Tutti quelli, che ingiustamente metteranno
mano alla spada, di spada periranno. Ora, che cosa voi vedete?1

Voi vedete ciò che lascia dietro di se una concezióne e un'attività dello
B tato, che non tiene in nessun conto i sentimenti più sacri dell'umanità,
che calpesta gli inviolabili principi della fede cristiana. Il mondo intero,
stupito, contempla oggi la rovina, che ne è derivata.
Questa rovina, Noi l'avevamo veduta venir di lontano, e ben pochi,
crediamo, hanno seguito con maggior tensione dell'animo l'evolversi e
il precipitarsi della inevitabile caduta. Oltre dodici anni, tra i migliori
della Nostra età matura, avevamo vissuto, per dovere dell'ufficio commessoci,
in mezzo al popolo germanico. In quel tempo, con la libertà
che le condizioni politiche e sociali di allora permettevano, Noi Ci adoperammo
per il consolidamento dello stato della Chiesa cattolica in Germania.
Noi avemmo così occasione di conoscere le grandi qualità di quel
popolo e Ci trovammo in relazioni personali coi suoi migliori rappresentanti.
Perciò nutriamo fiducia che esso possa risollevarsi a nuova dignità
e a nuova vita, dopo aver respinto da sè lo spettro satanico esibito dal
nazionalsocialismo, e dopo che i colpevoli (come abbiamo già avuto occasione
di esporre altre volte) avranno espiato i delitti da loro commessi.
Fin a quando non si era ancora perduto ogni barlume di speranza che
quel movimento potesse prendere un diverso e men pernicioso indirizzo,
sia per la resipiscenza dei suoi membri più moderati, sia per una efficace
opposizione della parte non consenziente del popolo tedesco, la Chiesa
fece quanto era in suo potere, per contrapporre una potente diga al dilagare
di quelle dottrine non meno deleterie che violente.
Nella primavera del 1933, il Governo germanico sollecitò la, Santa
Se$e a concludere un Concordato col Reich : pensiero che incontrò il consenso
anche dell'Episcopato e almeno della più gran parte dei cattolici

1 Oír. Mirra. 26, tò.

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