AAS 37 (1945), p. 161

tedeschi. Infatti, nè i Concordati già conclusi con alcuni Stati particolari
della Germania (Länder), nè la Costituzione di Weimar sembravano
loro assicurare e garantire sufficientemente il rispetto delle loro convinzioni,
della loro fede, dei loro diritti e della loro libertà d'azione. In
tali condizioni, queste garanzie non potevano essere ottenute che mediante
un accordo, nella forma solenne di un Concordato, còl Governo
centrale del Reich. Si aggiunga che, avendone questo fatta la proposta,
sarebbe ricaduta, in caso di rifiuto, sulla S. Sede la responsabilità di
ogni dolorosa conseguenza.
Non già che la Chiesa, dal canto suo, si lasciasse illudere da eccessive
speranze, nè che con la conclusione del Concordato intendesse in qualsiasi
modo di approvare la dottrina e le tendenze del nazionalsocialismo,
come fu allora espressamente dichiarato e spiegato.2 Tuttavia bisogna
riconoscere che il Concordato negli anni seguenti procurò qualche vantaggio,
o almeno impedì mali maggiori. Infatti, nonostante tutte le violazioni
di cui divenne ben presto l'oggetto, esso lasciava ai cattolici una
base giuridica di difesa, un campo sul quale trincerarsi per continuare
ad affrontare, fino a quando fosse loro possibile, il flutto sempre crescente
della persecuzione religiosa.
Invero la lotta contro la Chiesa si andava sempre più inasprendo : era
la distruzione delle organizzazioni cattoliche ; era la soppressione progressiva
delle così fiorenti scuole cattoliche, pubbliche e private ; era la
separazione forzata della gioventù dalla famiglia e dalla Chiesa ; era
l'oppressione esercitata sulla coscienza dei cittadini, particolarmente
degli impiegati dello Stato; era la denigrazione sistematica, mediante
una propaganda scaltramente e rigorosamente organizzata, della Chiesa,
del Clero, dei fedeli, delle sue istituzioni, della sua dottrina, della sua
storia ; era la chiusura, lo scioglimento, la confisca di case religiose e di
altri istituti ecclesiastici ; era l'annientamento della stampa e della produzione
libraria cattolica.
Per resistere a questi attacchi, milioni di valorosi cattolici, uomini e
donne, si stringevano intorno ai loro Vescovi, la cui voce coraggiosa e
severa non mancò mai di risuonare fino a questi ultimi anni di guerra;
intorno ai loro sacerdoti, per aiutarli ad adattare incessantemente il
loro apostolato alle mutate necessità e circostanze ; e fino all'ultimo, con
pazienza e fermezza, essi opposero al fronte dell'empietà e dell'orgoglio
il fronte della fede, della preghiera, della condotta e della educazione
francamente cattolica.
Intanto, senza esitazione, la stessa S. Sede moltiplicava presso i go

2 Cfr. L'Osservatore Romana, n. 174 del 2 luglio 193B.

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