AAS 38 (1946), p. 22

che essi potranno dare a così ardui problemi; crediamo però proprio
del Nostro ufficio, in continuazione dei Nostri precedenti Messaggi Natalizi
durante la guerra, di additare i presupposti morali fondamentali
di una vera edurevole pace;ciò che ridurremo a tre brevi considerazioni :

TRE PRESUPPOSTI FONDAMENTALI DI UNA VERA E DUREVOLE PACE

I ) L'ora presente richiede imperiosamente la collaborazione, la buonao
volontà, la reciproca fiducia di tutti i popoli. I motivi di odio, di yendetta,
di rivalità, di antagonismo, di sleale e disonesta concorrenza,
debbono essere tenuti lontano dai dibattiti e dalle risoluzioni politiche
ed economiche. « Chi può dire — aggiungeremo con la Sacra Scrittura
— : Ho la coscienza netta, sono puro di colpa ? Doppio peso e9
doppia misura, ambedue sono abominevoli presso Dio ». Chi dunque
esige la espiazione delle colpe con la giusta punizione dei criminali
in ragione dei loro delitti, deve avere ogni cura di non fare egli stèsso
ciò che rimprovera ad altri come colpa o delitto. Chi vuole riparazioni,
deve chiederle «ulla base dell'ordine morale, del rispetto a quégl'ìnviolabili
diritti di natura, che rimangono anche in coloro, che si sono arresi
incondizionatamente al vincitore. Chi domanda sicurezza per il futuro,
non deve dimenticare che la sola vera garanzia consiste nella propria
forza interna, vale a dire nella tutela della famiglia, dei figli, del lavoro,
nell'amore fraterno, nell'abbandono di ogni odio, di ogni persecuzione
o ingiusta vessazione di onesti cittadini, nella leale concordia fra Stato
e Stato, fra popolo e popolo.
2°) A tal fine è necessario che dappertutto si rinunzi a creare artificiosamente,
con la potenza del danaro, di una arbitraria censura, di
giudizi unilaterali, di false affermazioni, una cosidetta pubblica opinione,
che muove il pensiero e il volére degli elettori come canne agitate dal
vento. Si dia il debito valore alla vera e grande maggioranza, formata
da tutti quelli che onestamente e tranquillamente vivono del loro lavoro
in mezzo alle loro famiglie e vogliono fare la volontà di Dio. Ai loro occhi
le contese per più favorevoli confini, la lotta per i tesori della terra, anche
se non sono necessariamente e a priori immorali in sè stesse, costituiscono
pur sempre un giuoco pericoloso, che non si può affrontare
se non a rischio di cagionare un cumulo di rovine e di morte. È la vasta
maggioranza dei buoni padri e madri di famiglia, che vorrebbero proteggere
e difendere l'avvenire dei propri figli contro la pretesa di ogni

9Prov. 20, 9-10.

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