AAS 44 (1952), p. 33

2° l'ordine di finalità che riluce in ogni angolo del cosmo. Il contributo
così prestato dalle scienze alle due dimostrazioni filosofiche, che su di
esse s'imperniano e che costituiscono la prima e la quinta via, è notevolissimo.
Alla prima la fìsica specialmente ha conferito una inesauribile
miniera di esperienze, rivelando il fatto della mutabilità in profondi
recessi della natura, dove prima di ora nessuna mente umana
poteva mai neanche sospettarne l'esistenza e l'ampiezza, e fornendo una
moltiplicità di fatti empirici, che sono un validissimo sussidio al ragionamento
filosofico. Diciamo sussidio; perchè la direzione, invece, delle
medesime trasformazioni, pur accertate dalla fìsica moderna, Ci sembra
che superi il valore di una semplice conferma e consegua quasi la struttura
e il grado di argomento fisico per gran parte nuovo e a molte menti
più accettevole, persuasivo e gradito.
Con pari ricchezza le scienze, specialmente astronomiche e biologiche,
hanno procurato negli ultimi tempi all'argomento dell'ordine un
tale corredo di cognizioni e una tale visione, per così dire, inebriante,
della unità concettuale che anima il cosmo, e della finalità che ne dirige
il cammino, da anticipare all'uomo moderno quel gaudio, che il Poeta
immaginava nel cielo empireo, allorché vide come in Dio « s'interna
— legato con amore in un volume — ciò che per l'universo si squaderna
)).2

Tuttavia la Provvidenza ha disposto che la nozione di Dio, tanto
essenziale alla vita di ciascun uomo, come può trarsi facilmente da un
semplice sguardo gettato sul mondo, in guisa che il non comprenderne
la voce è stoltezza/1 così riceva conferma da ogni approfondimento e
progresso delle cognizioni scientifiche.
Volendo pertanto dare qui un rapido saggio del prezioso servigio,
che le scienze moderne rendono alla dimostrazione della esistenza di Dio,
Ci restringeremo prima al fatto delle mutazioni, rilevandone principalmente
l'ampiezza, la vastità e, per così dire, la totalità che la fisica moderna
riscontra nel cosmo inanimato ; quindi Ci soffermeremo sul significato
della loro direzione, quale è stata parimente accertata. Sarà
come porgere l'orecchio a un piccolo concerto dell'immenso universo,
che ha però voce bastante per cantare « la gloria di Colui che tutto
muove )).4

2 Par. 33, 85-87.
s Cfr. Sap. 13, 1-2.
1 Par 1, 1.

3 ~ ACTA, vol. XIX, n. 1. — 85.1-195*.

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