AETERNE REX ALTISSIMI

«AETERNE REX ALTISSIMI». - Inno del Breviario romano per il Mattutino della festa dell'Ascensione. Di autore sconosciuto, ma antico, non anteriore però al vesc. L'inno saluta prima di tutto il Re eterno, il Redentore delle anime, che oggi, dopo aver trionfato della morte, sale alle stelle a prendere possesso di tutte le cose, esaltato dal cielo, dalla terra, dall'inferno, accolto a festa dagli angeli, meravigliati del sublime mutamento subito dalla carne mortale: una carne, infatti, quella di Adamo e degli uomini, pecca; una carne, quella di Gesù, purifica (str. 1-4). Dinanzi a tanta gloria, che è per l'uomo pellegrino sulla terra il richiamo alla patria eterna, a cui tende con un senso di nostalgia, l'inno esplode in un'umile, ma accorata invocazione: Gesù Cristo perdoni a noi le colpe, sollevi in alto i cuori, affinché, al suo apparire finale come giudice del mondo, storni i castighi che ci siamo meritati con le nostre colpe e ci ridoni la corona, che abbiamo per esse perduta (str. 5-8).

BIBL.: G. M. Dreves e C. Blume, Analecta hymnica, 51 (1908), p. 94 sgg.; L. Venturi, Gli Inni della Chiesa tradotti e commentati, 3a ed., Firenze 1880, pp. 94-95; K. Kastner, Praktischer Brevior-Kommentar, I, Breslavia 1924, p. 16; A. Mirra, Gli Inni del Breviario romano per i Licei filosofici e per il clero, Napoli 1947, pp. 55-57.

«AETERNE REX ALTISSIMI». - Inno del Breviario romano per il Mattutino della festa dell'Ascensione. Di autore sconosciuto, ma antico, non anteriore però al vesc. L'inno saluta prima di tutto il Re eterno, il Redentore delle anime, che oggi, dopo aver trionfato della morte, sale alle stelle a prendere possesso di tutte le cose, esaltato dal cielo, dalla terra, dall'inferno, accolto a festa dagli angeli, meravigliati del sublime mutamento subito dalla carne mortale: una carne, infatti, quella di Adamo e degli uomini, pecca; una carne, quella di Gesù, purifica (str. 1-4). Dinanzi a tanta gloria, che è per l'uomo pellegrino sulla terra il richiamo alla patria eterna, a cui tende con un senso di nostalgia, l'inno esplode in un'umile, ma accorata invocazione: Gesù Cristo perdoni a noi le colpe, sollevi in alto i cuori, affinché, al suo apparire finale come giudice del mondo, storni i castighi che ci siamo meritati con le nostre colpe e ci ridoni la corona, che abbiamo per esse perduta (str. 5-8).

BIBL.: G. M. Dreves e C. Blume, Analecta hymnica, 51 (1908), p. 94 sgg.; L. Venturi, Gli Inni della Chiesa tradotti e commentati, 3a ed., Firenze 1880, pp. 94-95; K. Kastner, Praktischer Brevior-Kommentar, I, Breslavia 1924, p. 16; A. Mirra, Gli Inni del Breviario romano per i Licei filosofici e per il clero, Napoli 1947, pp. 55-57.

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«AETERNE REX ALTISSIME» — AEZIO

dotti e commentati, 3rd ed., Florence 1880, pp. 258-61; S. G. Pimont, Les Hymnes du Bréviaire romain, III, Paris 1884, pp. 113-24; K. Kastner, Praktischer Brevier-Kommentar, I, Breslau 1923, pp. 246-47; C. Albin, La poésie du Bréviaire, Ligne 5, d., pp. 190-94; A. Mirra, Gli Inni del Breviaire romano per i Licei filosofici e per il clero, Naples 1947, pp. 121-23.

Celestino Testore