AAS 21 (1929), p. 730

Cristo si perdono, come giustamente riflette S. Ilario: «Cosa
v'ha di più pericoloso per il mondo che non accogliere Cristo*? » , 1
così non reca il minimo inconveniente agli ordinamenti civili,
perchè la Chiesa, nella sua prudenza materna, e non si oppone a
che le sue scuole ed istituzioni educative per i laici si uniformino,
in ciascuna nazione, alle legittime disposizioni dell'autorità civile,
ed è in ogni modo pronta ad accordarsi con questa, e a provvedere
di comune intesa, dove sorgessero difficoltà.
Inoltre, è diritto inalienabile della Chiesa, e insieme suo dovere
indispensabile, vigilare tutta l'educazione dei suoi figli, i fedeli,
in qualsiasi istituzione, pubblica o privata, non soltanto rispetto
all'insegnamento religioso ivi impartito, ma per ogni altra disciplina
e per ogni ordinamento, in quanto abbiano relazione con
la religióne e la morale. 2
Nè l'esercizio di questo diritto potrà stimarsi ingerenza indébita,
ma preziosa provvidenza materna della Chiesa, nel tutelare
i suoi figli dai gravi pericoli di ogni veleno dottrinale e morale.
Ed anche questa vigilanza della Chiesa, come non può creare
nessun vero inconveniente, così non può non recare efficace giovamento
all'ordine e al benessere delle famiglie e della società
civile, tenendo lontano dalla gioventù quel veleno morale, che
in questa età inesperta e mobile suole avere più facile presa
e più rapida estensione nella pratica. Giacché, senza la retta
istituzione religiosa e morale - come sapientemente avverte
Leone XIII - «malsana sarà ogni coltura degli animi: i giovinetti
non abituati al rispetto di Dio non potranno sopportare alcuna
disciplina di onesto vivere, e usi a non negare mai niente alle
loro cupidigie, facilmente saranno indotti a sconvolgere gli Stati ».8
Quanto all'estensione della missione educativa della Chiesa,

1 Commentar, in Matth., cap. l8:fQuid mundo tam periculosum'quam non recepisse
Christum^
2 Cod. I. C./:cc. 1381, 1382.
3 Ep. enc. Nobilissima Gallorum Gens, 8 Febr. 1884: male sana omnis futura est animorum
cultura: insueti ad verecundiam Dei adolescentes nullam ferre poterunt honeste vivendi
aisctpiinam, suisque cupiditatibus nihil unquam negare ausi, facile ad miscendas civitates
pertrahentur.

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