AAS 21 (1929), p. 734

fino al perfetto stato dell'uomo in quanto è uomo, cioè io stato
di virtù », dice il medesimo Angelico Dottore.1
Pertanto la sapienza giuridica della Chiesa così si esprime,
in questo argomento, con precisione e chiarezza comprensiva, nel
Codice di Diritto Canonico nel Can. 1113: « I genitori sono gravemente
obbligati a curare a tutto potere l'educazione sia religiosa
e morale che fisica e civile della prole, e della prole stessa provvedere
anche al bene temporale » . 2
Su questo punto è talmente concorde il senso comune del
genere umano, da mettersi in aperta contraddizione con esso
quanti osassero sostenere che la prole, prima che alla famiglia,
appartenga allo Stato, e che lo Stato abbia sulla educazióne
diritto assoluto. Insussistente è poi la ragione, che costoro adducono,
l'uomo nascere cittadino e perciò appartenere primariamente
allo Stato, non riflettendo, che, prima di essere cittadino,
l'uomo deve esistere, e l'esistenza non l'ha dallo Stato, ma dai
parenti; come sapientemente dichiara Leone XIII: « I figli sono
qualche cosa del padre, e della persona paterna come un'estensione:
e se vogliamo parlare con esattezza, non essi per se medesimi,
ma attraverso la comunità domestica, nella quale sono stati
generati, entrano a far parte della civile società ». 3 Pertanto:
« La patria potestà è di tale natura che non può essere nè soppressa
nè assorbita dallo Stato, perchè ha il medesimo comune
principio con la vita stessa dell'umanità » , 4 dice nella medesima
Enciclica Leone XIII. Dal che però non segue che il diritto educa-

1 Suppl.^S. T H . 3. p. Q. 4 1 , a. 1: Non enim intendit natura solum generationem
prolis, sed etiam traductionem et promotionem usque ad perfectum statum hominis in quantum
homo est, qui est virtutis status.
2 Cod. I. C, c.1113:Parentes gravissima obligatione tenentur prolis educationem
tum religiosam et moralem, tum. physicam et civilem pro viribus curandi, et etiam temporali
eorum bono providendi.
8 Enc. Berum novarum. 1 5 Maii 1891: Filii sunt aliquid patris, et velut paternae
amplificatio quaedam personae, proprieque loqui si vommus, non ipsi per se, sed per
communitatem domesticam, in qua generati sunt, civilem ineunt ac participant societatem.
4 Enc. Berum novarum, 1 5 Maii 1891: Patria potestas est eiusmodi, ut nec extingui,
neque absorberiarepublica possit, quia idem et commune habet cum ipsa hominum
vita principium.

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