AAS 33 (1941), p. 195
NUNTIUS RADIOPHONICUS
A BEATISSIMO PATRE, IN FESTO PENTECOSTES, DIE I MENSIS IUNII A. MCMXLI,
PER UNIVERSUM ORBEM EMISSUS, QUINQUAGESIMO EXEUNTE ANNO A LIT
TERIS ENCYCLICIS « RERUM NOVARUM » A LEONE PAPA XIII F. R. DATIS.
La solennità della Pentecoste, glorioso natale della Chiesa di Cristo,
è all'animo Nostro, diletti figli dell'universo intero, un dolce e propizio
invito, fecondo di alto ammonimento, per indirizzarvi, tra le difficoltà
e i contrasti dei tempi presenti, un messaggio di amore, d'incoraggia
mento e di conforto. Vi parliamo in un momento, in cui tutte le energie
e forze fìsiche e intellettuali di una porzione sempre crescente dell'untar
nità stanno, in misura e con ardore non mai prima conosciuti, tese sotto
la ferrea inesorabile legge di guerra; e da altre parlanti antenne volano
accenti pregni di esasperazione e di acrimonia, di scissione e di lotta.
Ma le antenne del Colle Vaticano, della terra consacrata a centro in
temerato della Buona Novella e della sna benefica diffusione nel mondo
dal martirio e dal sepolcro del primo Pietro, non possono trasmettere
se non parole che s'informano e £i animano dello spirito consolatore
della predica, di cui alla prima Pentecoste per la voce di Pietro risonò
e si commosse Gerusalemme : spirito di ardente amore apostolico, spirito
che non sente brama più viva e gioia più santa di quella di tutti condurre,
amici e nemici, ai piedi del Crocifìsso del Golgota, al sepolcro del
glorificato Figlio di Dio e Redentore del genere umano, per convincere
tutti che solo in Lui, nella verità da Lui insegnata, nell'amore da Lui,
benefacendo e sanando tutti, dimostrato e vissuto fino a far sacrificio
di sè per la vita del mondo, si può trovare verace salvezza e duratura
felicità per gl'individui e per i popoli.
In quest'ora, gravida di eventi in potere del consiglio divino, che
regge la storia delle nazioni e veglia sulla Chiesa, è per Nói gioia e sod
disfazione intima, nel far sentire a voi, diletti figli, la voce del Padre co
mune, il chiamarvi quasi ad una breve universale adunata cattolica,
affinchè possiate sperimentalmente provare nel vincolo della pace la dol
cezza del cor itnnm e dell'alma una che cementava, sotto l'impulsò1
dello Spirito divino, la comunità di Gerusalemme nel dì della Pentecoste.
Quanto più le condizioni, originate dalla guerra, rendono in molti casi
difficile un contatto diretto e vivo tra il Sommo Pastore e il suo gregge,
1 Cfr. Act., IV, 32.
A BEATISSIMO PATRE, IN FESTO PENTECOSTES, DIE I MENSIS IUNII A. MCMXLI,
PER UNIVERSUM ORBEM EMISSUS, QUINQUAGESIMO EXEUNTE ANNO A LIT
TERIS ENCYCLICIS « RERUM NOVARUM » A LEONE PAPA XIII F. R. DATIS.
La solennità della Pentecoste, glorioso natale della Chiesa di Cristo,
è all'animo Nostro, diletti figli dell'universo intero, un dolce e propizio
invito, fecondo di alto ammonimento, per indirizzarvi, tra le difficoltà
e i contrasti dei tempi presenti, un messaggio di amore, d'incoraggia
mento e di conforto. Vi parliamo in un momento, in cui tutte le energie
e forze fìsiche e intellettuali di una porzione sempre crescente dell'untar
nità stanno, in misura e con ardore non mai prima conosciuti, tese sotto
la ferrea inesorabile legge di guerra; e da altre parlanti antenne volano
accenti pregni di esasperazione e di acrimonia, di scissione e di lotta.
Ma le antenne del Colle Vaticano, della terra consacrata a centro in
temerato della Buona Novella e della sna benefica diffusione nel mondo
dal martirio e dal sepolcro del primo Pietro, non possono trasmettere
se non parole che s'informano e £i animano dello spirito consolatore
della predica, di cui alla prima Pentecoste per la voce di Pietro risonò
e si commosse Gerusalemme : spirito di ardente amore apostolico, spirito
che non sente brama più viva e gioia più santa di quella di tutti condurre,
amici e nemici, ai piedi del Crocifìsso del Golgota, al sepolcro del
glorificato Figlio di Dio e Redentore del genere umano, per convincere
tutti che solo in Lui, nella verità da Lui insegnata, nell'amore da Lui,
benefacendo e sanando tutti, dimostrato e vissuto fino a far sacrificio
di sè per la vita del mondo, si può trovare verace salvezza e duratura
felicità per gl'individui e per i popoli.
In quest'ora, gravida di eventi in potere del consiglio divino, che
regge la storia delle nazioni e veglia sulla Chiesa, è per Nói gioia e sod
disfazione intima, nel far sentire a voi, diletti figli, la voce del Padre co
mune, il chiamarvi quasi ad una breve universale adunata cattolica,
affinchè possiate sperimentalmente provare nel vincolo della pace la dol
cezza del cor itnnm e dell'alma una che cementava, sotto l'impulsò1
dello Spirito divino, la comunità di Gerusalemme nel dì della Pentecoste.
Quanto più le condizioni, originate dalla guerra, rendono in molti casi
difficile un contatto diretto e vivo tra il Sommo Pastore e il suo gregge,
1 Cfr. Act., IV, 32.