AAS 33 (1941), p. 196
con tanto maggior gratitudine salutiamo il rapidissimo ponte di unione,
che il genio inventivo dell'età nostra lancia in un baleno attraverso
l'etere, collegando oltre monti, mari e continenti ogni angolo della terra.
E ciò che per molti è arma di lotta, si trasforma per Noi in strumento
provvidenziale di apostolato operoso e pacifico, che attua e innalza a un
significato nuovo la parola della Scrittura: In omnem terram eœivit
sonus eorum; et in fines orbis terrae verba eorum. Così pare che si rin2
novi il gran miracolo della Pentecoste, quando le diverse genti dalle
regioni di altre lingue convenute in Gerusalemme ascoltavano nel loro
idioma la voce di Pietro e degli Apostoli. Con sincero compiacimento
Ci serviamo oggi di un tal mezzo meraviglioso, per attirare l'attenzione
del mondo cattolico sopra una ricorrenza, meritevole di essere a carat
teri d'oro segnata nei fasti della Chiesa : sul cinquantesimo anniversario,
cioè, della pubblicazione, avvenuta il 15 maggio 1891, della fondamentale
Enciclica sociale Rerum novarum di Leone XIII.
Mosso dalla convinzione profonda che alla Chièsa compete non solo
il diritto, ma ancora il dovere di pronunziare una parola autorevole sulle
questioni sociali, Leone XIII diresse al mondo il suo messaggio. Non
già che egli intendesse di stabilire norme sul lato puramente pratico,
diremmo quasi tecnico, della costituzione sociale; perchè ben sapeva
e gli era evidente, — e il Nostro Predecessore di s. m. Pio XI lo ha di
chiarato or è un decennio nella sua Enciclica commemorativa Quadrage
simo anno — che la Chiesa non si attribuisce tale missione. Nell'ambito
generale del lavoro, allo sviluppo sano e responsabile di tutte le energie
fisiche e spirituali degl'individui e alle loro libere organizzazioni si apre
un vastissimo campo di azione multiforme, dove il pubblico potere in
terviene con una sua azione integrativa e ordinativa, prima per mezzo
delle corporazioni locali e professionali, e infine per forza dello Stato
stesso, la cui superiore e moderatrice autorità sociale ha l'importante
ufficio di prevenire i perturbamenti di equilibrio economico sorgenti dalla
pluralità e dai contrasti degli egoismi concorrenti, individuali e collettivi.
È invece inoppugnabile competenza della Chiesa, in quel lato del
l'ordine sociale dove si accosta ed entra a toccare il campo morale, il
giudicare se le basi di un dato ordinamento sociale siano in accordo con
l'ordine immutabile, che Dio Creatore e Redentore ha manifestato per
mezzo del diritto naturale e della rivelazione : doppia manifestazione,
alla quale si richiama Leone XIII nella sua Enciclica. E con ragione:
perchè i dettami del diritto naturale e le verità della rivelazione proma-
2 Psal. XVIII, 5; Rom., X, 18.
che il genio inventivo dell'età nostra lancia in un baleno attraverso
l'etere, collegando oltre monti, mari e continenti ogni angolo della terra.
E ciò che per molti è arma di lotta, si trasforma per Noi in strumento
provvidenziale di apostolato operoso e pacifico, che attua e innalza a un
significato nuovo la parola della Scrittura: In omnem terram eœivit
sonus eorum; et in fines orbis terrae verba eorum. Così pare che si rin2
novi il gran miracolo della Pentecoste, quando le diverse genti dalle
regioni di altre lingue convenute in Gerusalemme ascoltavano nel loro
idioma la voce di Pietro e degli Apostoli. Con sincero compiacimento
Ci serviamo oggi di un tal mezzo meraviglioso, per attirare l'attenzione
del mondo cattolico sopra una ricorrenza, meritevole di essere a carat
teri d'oro segnata nei fasti della Chiesa : sul cinquantesimo anniversario,
cioè, della pubblicazione, avvenuta il 15 maggio 1891, della fondamentale
Enciclica sociale Rerum novarum di Leone XIII.
Mosso dalla convinzione profonda che alla Chièsa compete non solo
il diritto, ma ancora il dovere di pronunziare una parola autorevole sulle
questioni sociali, Leone XIII diresse al mondo il suo messaggio. Non
già che egli intendesse di stabilire norme sul lato puramente pratico,
diremmo quasi tecnico, della costituzione sociale; perchè ben sapeva
e gli era evidente, — e il Nostro Predecessore di s. m. Pio XI lo ha di
chiarato or è un decennio nella sua Enciclica commemorativa Quadrage
simo anno — che la Chiesa non si attribuisce tale missione. Nell'ambito
generale del lavoro, allo sviluppo sano e responsabile di tutte le energie
fisiche e spirituali degl'individui e alle loro libere organizzazioni si apre
un vastissimo campo di azione multiforme, dove il pubblico potere in
terviene con una sua azione integrativa e ordinativa, prima per mezzo
delle corporazioni locali e professionali, e infine per forza dello Stato
stesso, la cui superiore e moderatrice autorità sociale ha l'importante
ufficio di prevenire i perturbamenti di equilibrio economico sorgenti dalla
pluralità e dai contrasti degli egoismi concorrenti, individuali e collettivi.
È invece inoppugnabile competenza della Chiesa, in quel lato del
l'ordine sociale dove si accosta ed entra a toccare il campo morale, il
giudicare se le basi di un dato ordinamento sociale siano in accordo con
l'ordine immutabile, che Dio Creatore e Redentore ha manifestato per
mezzo del diritto naturale e della rivelazione : doppia manifestazione,
alla quale si richiama Leone XIII nella sua Enciclica. E con ragione:
perchè i dettami del diritto naturale e le verità della rivelazione proma-
2 Psal. XVIII, 5; Rom., X, 18.