AAS 33 (1941), p. 197

nano per diversa via, come due rivi d'acque non contrarie, ma concordi^
dalla medesima fonte divina; e perchè la Chiesa, custode dell'ordine
soprannaturale cristiano, in cui convergono natura e grazia, ha da for­
mare le coscienze, anche le coscienze di coloro, che sono chiamati a tro­
vare soluzioni per i problemi e i doveri imposti dalla vita sociale. Dalla
forma data alla società, consona o no alle leggi divine, dipende e s'insi­
nua anche il bene o il male nelle anime, vale a dire, sè gli uomini, chia­
mati tutti ad essere vivificati dalla grazia di Cristo, nelle terrene con­
tingenze del corso della vita respirino il sano e vivido alito della verità
e della virtù morale o il bacillo morboso e spesso letale dell'errore e della
depravazione. Dinanzi a tale considerazione e previsione come potrebbe
esser lecito alla Chiesa, Madre tanto amorosa e sollecita del bene dei suoi
figli, di rimanere indifferente spettatrice dei loro pericoli, tacere o fin­
gere di non vedere e ponderare condizioni sociali che, volutamente o no,
rendono ardua o praticamente impossible una condotta di vita cristiana^
conformata ai precetti del Sommo Legislatore?
Consapevole di tale gravissima responsabilità Leone XIII, indiriz­
zando la sua Enciclica al mondo, additava alla coscienza cristiana gli
errori e i pericoli della concezione di un socialismo materialista, le fa­
tali conseguenze di un liberalismo economico, spesso inconscio o dimen­
tico o sprezzante dei doveri sociali; ed esponeva con magistrale chiarezza
e mirabile precisione i principi convenienti e acconci a migliorare — gra­
datamente e pacificamente — le condizioni materiali e spirituali del­
l'operaio.
Che se, diletti figli, oggi dopo un cinquantennio dalla pubblicazione
dell'Enciclica, voi Ci domandate fino a qua! segno e misura l'efficacia
della sua parola corrispose alle nobili intenzioni, ai pensieri ricchi di
verità, ai benefici indirizzi intesi e suggeriti dal suo sapiente Autore,
sentiamo di dovervi rispondere : Proprio per rendere a Dio Onnipotente,
dal fondo dell'animo Nostro, umili grazie per il dono, che, or sono cin­
quantanni, largì alla Chiesa con quell'Enciclica del suo Vicario in terra,
e per lodarlo del sofìio dello Spirito rinnovatore, che per essa, da allora
in modo sempre crescente, effuse sull'umanità intera. Noi, in questa
solennità della Pentecoste, Ci siamo proposti di rivolgervi la Nostra
parola.
Già il Nostro Predecessore Pio XI esaltò nella prima parte della sua
Enciclica commemorativa la splendida mèsse, cui aveva maturata la
Rerum novarum, germe fecondo, donde si svolse una dottrina sociale
cattolica, che offrì ai figli della Chiesa, sacerdoti e laici, ordinamenti
e mezzi per una ricostruzione sociale, esuberante di frutti; sicché per lei

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