AAS 33 (1941), p. 22

forme di scandalo a loro riguardo, si fa oggi, per la Nostra voce, loro
difesa dai mali terreni, stendendo per essi la mano e per essi, che sono
i primi tra i suoi minimi fratelli, ripetendo commosso : « Ebbi fame e
mi deste da mangiare... Fui senza tetto e mi ospitaste... Fui ignudo e
mi rivestiste». Ci trema il cuore, ripensando alla sventura di questi1
teneri germogli, che, entrati appena nella vita, sono così presto condan­
nati a non assaporarne che le amarezze e tanto duri sperimentano i cuori
degli uomini, a cui dovrebbe essere gloria la loro felicità.
Noi li abbracciamo eli benediciamo, questi piccoli, con tanto maggiore
affetto, anche se impari ai bisogni sono le Nostre possibilità di soccorso ;
e ancora una volta abbiamo fiducia che i potenti faranno onore alle buone
tradizioni della vera civiltà, non permettendo che l'infanzia dei paesi
belligeranti, o comunque travolti dalla guerra, porti anch'essa un'im­
meritata pena in tanto calamitose vicende. Da parte Nostra poi, come
già altra volta invitammo all'orazione i bambini buoni e cristiani, così
oggi vogliamo esortarli a ricordarsi dei loro iratellini senza pane, senza
vesti, senza famiglia. Ci lusinga la speranza che il Natale coi suoi doni
per tutti, la festa degli Innocenti col ricordo dei primi fiorellini falciati
per Cristo, suggeriranno mille buone iniziative ai cuori di tutti i fan­
ciulli, che si trovano ancora nella pace e nella agiatezza delle loro ordi­
nate famiglie; in modo che ogni bambino derelitto, sia o non sia tale per
causa della guerra, abbia per loro merito un pane, un dono, un soccorso.
Che se, per molteplici ostacoli, non è possibile pensare, nelle presenti
circostanze, ad una vera, propria e generale organizzazione in fatto di
beneficenza alle vittime della guerra, e se anche è pur troppo, in non
pochi casi, oltremodo difficile servirsi delle benemerite particolari isti­
tuzioni già esistenti per far giungere i soccorsi dove più acuto se ne sente
il bisogno, faccia ognuno quanto può, dove può, come può. Si moltiplichi
da per tutto l'attività benefica; si destino le energie dei buoni ; sia ad esse
ambito onore conseguire, anche a distanza, una vittoria sui mali. Vince
in bono malum. Dilatentur spatia caritatis.2 3
Intanto non vogliamo tacere il Nostro elogio e il Nostro ringrazia­
mento a quanti Ci hanno aiutato nell'opera di carità, che fin qui Ci fu
consentito di attuare. E su questo punto il Nostro pensiero e la Nostra
gratitudine vanno specialmente all'Episcopato Americano, che, quan­
tunque lontano dagli orrori della guerra, ha voluto ancora una volta
mostrar piena comprensione dei- bisogni della Chiesa sofferente e, fa-

1 Matth., XXV, 35 s.
2 Rom., XII, 21.
S S. AUGUSTINUS, Serm. LXIX de verbis Evang., e. 11, PL., 38, 440-441.

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