10 ABGAR V UKHAMA (il nero), secondo Tacito), il quale regnò dal 4 a. C. al 7 d. C. e poi di nuovo dal 13 al 15 d. C. A lui si riferisce una leggenda, la cui prima redazione è contenuta in due lettere che Eusebio trovò nell’archivio di Edessa e tradusse dal siriaco in greco: si tratta della corrispondenza di A. con Gesù (Hist. eccl. I, 13).
Nella prima lettera, che sarebbe stata portata dal corriere Anania, A. prega Gesù di venirlo a trovare per guarirlo. Nella seconda, Gesù risponde scusandosi di non potersi recare personalmente presso di lui e promettendo di inviargli, dopo la sua Ascensione, il discepolo Taddeo (Addai). Tracedo del Diatessaron di Taziano, ritrovate nella lettera di A., sono uno dei migliori argomenti per provare il carattere spirito delle lettere e fissare la loro cronologia verso gli inizi del sec. III. Una forma più sviluppata della leggenda si ha nella siriaca Dottrina di Addai (ed. Phillips, Londra 1876), del sec. IV, nella quale Gesù non risponde più per iscritto, ma a viva voce. A., guarito da Addai, diventa cristiano. Il corriere di A. è qui un bravo pittore, che fa il ritratto del volto di Gesù.
2° ABGAR IX, re dal 179 al 216 d. C., fattosi tributarì dei Romani nel 195. La sua corte, visitata da Giulio Africano (cf. Kestoi, I. VII, ed J. R. Vieillefond, Parigi 1932, p. 49), era frequentata dal capo gnostico Bardesane. Recenti indagini dimostrano che la conversione di A. al cristianesimo insieme al suo popolo è molto problematica, contro il parere quasi universale sostenuto finora dai dotti.