ABGAR DPIR. - Detto anche Safar, nobile armeno di Senekerim re di Sebaste, n. in Eudocia (Tokat). Nell’anno 1561, A. in un incontro con il katholikos Michele I ricevette l’incarico di una missione politico-religiosa a Roma, ove fu accolto benevolmente dal papa Pio IV il quale per mezzo di lui invitò il patriarca armeno a Roma, per trattare delle questioni armenee.
A., per desiderio del Papa, mise in iscritto la professione della fede armena, con una chiara esposizione del dogma e della disciplina, richiamando infine l’attenzione del Pontefice sul popolo armeno gemente sotto il giogo dei musulmani turco-persiani.
Suo figlio Sultanšah (chiamato Marcantonio dal Papa) godette i favori del Pontefice e coprì mansioni delicate a Roma. A. ha avuto il merito di inaugurare l’uso dell’arte tipografica per le edizioni armenee.