ABGAR DPIR

ABGAR DPIR. - Detto anche Safar, nobile armeno di Senekerim re di Sebaste, n. in Eudocia (Tokat). Nell'anno 1561, A. in un incontro con il katholikos Michele I ricevette l'incarico di una missione politico-religiosa a Roma, ove fu accolto benevolmente dal papa Pio IV il quale per mezzo di lui invitò il patriarca armeno a Roma, per trattare delle questioni armene.

A., per desiderio del Papa, mise in iscritto la professione della fede armena, con una chiara esposizione del dogma e della disciplina, richiamando infine l'attenzione del Pontefice sul popolo armeno gemente sotto il giogo dei musulmani turco-persiani.

Suo figlio Sultanšah (chiamato Marcantonio dal Papa) godette i favori del Pontefice e copri mansioni delicate a Roma. A. ha avuto il merito di inaugurare l'uso dell'arte tipografica per le edizioni armene.

BIBL.: Alishan, Memorie armene, II (in arm.), Venezia 1922; Theodik, Tiputar (stampa e caratteri armeni), Costantinopoli 1912 (in arm.). Giacomo Ciantian
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“ABGAR DPIR.” Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), p. 72. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/abgar-dpir.