ACCURSI, MICHELANGELO

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ACCURSI, MICHELANGELO. - Detto anche Michele, cospiratore, n. a Roma nel 1802. Curiale innocenziato del tribunale della Segnatura di giustizia, fu carbonaro e dopo il 1830 mantenne corrispondenza col Mazzini e fece parte della congregazione romana della «Giovine Italia» diretta da Enrico Mayer. Segretario del generale Sercognani, l'A. partecipò ai moti del '31 e fu arrestato in Roma nel 1802. Si dichiarò federato, ma confessò di essere pentito del suo recente atteggiamento, promettendo, qualora gli fosse stata restituita la libertà, di informare il governo pontificio dei disegni della «Giovine Italia». Gregorio XVI prestò fede a queste parole e lo fece liberare nel marzo 1833. Recatosi a Parigi ed a Ginevra informava il governo romano dei vari tentativi mazziniani. Nel 1836 Mazzini cominciò a sospettare di lui, ma non si riuscì a trovare alcunché di positivo, e le relazioni tra l'A. ed il Mazzini divennero nuovamente cordiali. Nella primavera del '48 ritornò a Roma ed ebbe la carica di assessore generale, ma da Pellegrino Rossi, al quale erano invisi i suoi rapporti col partito mazziniano, fu inviato in missione all'estero con l'incarico di studiare il sistema penitenziario degli altri Stati europei. Eletto deputato alla Costituente romana nelle elezioni suppletive del 24 febbr. 1849 insieme a Mazzini, Saliceti, Cernuschi, Dall'Onigaro ed altri, dopo la caduta della repubblica riparò in Francia ed in Svizzera.

BIML.: Sull'A. manca non solo una monografia critica, ma persino una silloge elementare dei suoi dati biografici. Così si spiegano anche le divergenze di fatto, sussistenti tra i due autori che soprattutto se ne sono occupati, sfruttando il primo documento dell'Archivio Vaticano, il secondo altri dell'Archivio di Stato di Roma: I. Rinieri, Le cospirazioni mazziniane nel carteggio di un transfigura, in Il Risorgimento Italiano, 16 (1923), pp. 173-212, 430-98 e 21 (1928), pp. 33-71; E. Ovidio, Dis. Risorg. Nasc., II, Milano 1930, pp. 6-7.