ACHAB (ebr. « fratello del padre »; assir. A-ha-ab-bu). - Re d'Israele dall'875 all'853 a.C. La sua storia è narrata in I Reg. 16, 29-22, 40. Eredità dal padre Omri un regno prospero e temuto. La stretta alleanza coi Fenici, che aveva facilitato gli scambi e il commercio, si concretò in un matrimonio: A. IEZABEL (v.), figlia del re di Tiro, donna autoritaria che lo dominò, trascinandolo all'apostasia. A. « fece male al cospetto del Signore più di tutti coloro che furono prima di lui » (ibid. 16, 30-33). Concesse a sua moglie il culto del dio di Tiro: Baal Melqart, al quale fu eretto un tempio nella capitale. L'idolatria dilagò negli strati popolari, infiammando di zelo il potere della chiesa annunziò il castigo divino: la siccità devastò il paese per tre anni e mezzo. A. avrebbe forse ceduto all'uomo di Dio, specialmente durante i memorabili eventi del Carmelo (v. CELLA), ma Jezabel fu implacabile.
Notevole fu l'attività edilizia di A.: resuscitò città, ampliò la reggia di Samaria, come risulta dagli scavi del 1908-10 che l'hanno rimessa in luce, e costruì la « casa d'avorio » (ibid. 22, 39), di cui alcuni ornamenti d'avorio sono stati ritrovati nel 1932-33 (illustrati dai coniugi J. W. e G. M. Crowfoot, Early Ivoires from Samaria, Londra 1938).
Nelle relazioni con l'estero, fu in pace col regno di Giuda e tenne soggetti i Moabiti. Con Damasco ebbe alternative di amicizia e di guerre. Aderì alla coalizione siriana, e con altri undici re alleati della sponda marittima combatté a Qarqaru sull'Orante contro Salmanasar III (v.), che ebbe la meglio (854). Nella spedizione per la riconquista di Ramoth in Galaad, colpito da una freccia, morì dissanguato.