ADALBERTO di PRAGA, santo, martire. - Di nazionalità ceca, era chiamato Voitèch; presso i popoli slavi è conosciuto e venerato sotto questo nome. Educato a Magdeburgo, gli fu imposto nella cresima dall'arcivescovo Adalberto il proprio nome, sotto il quale è entrato nella storia e nel culto. Fu eletto nel 982 vescovo di Praga, ma qualche tempo dopo si ritirò a Roma, sull'Aventino, nel monastero di S. Alessio (988). Rimandato nel 989 alla sua sede, vi fondò, secondo l'antica tradizione, il monastero di Břevnov, presso Praga. Nel 994-95 fece un viaggio missionario per l'Ungheria, stabilendosi poi nuovamente a Roma (996). Quivi entrò nelle grazie dell'imperatore Ottone III, con cui fece ritorno in patria. Vi trovò tutti i parenti assassinati; col cuore straziato, si recò da Boleslao Chrobry, duca di Polonia, per dedicarsi alla conversione dei Prussiani. Ma il 23 apr. 997, mentre predicava, fu ucciso presso Tenkitten da un'orda di pagani. Venne sepolto a Gniezno.
Ebbe subito culto di martire. Ottone III, allora a Roma, costruì in suo onore una chiesa sull'isola Tiberina (oggi S. Bartolomeo) e nel 1000 andò in pellegrinaggio a Gniezno dove eresse un arcivescovato. Nel 1039 i Cechi asportarono la salma, deponendola nella cattedrale di Praga, ove le reliquie furono ritrovate nel 1880. La sua festa ricorre il 23 apr.