ADALGARO, santo, arcivescovo di BREMA-AMBURCO. - Prima monaco del monastero di Korvey (Vestfalia), fu scelto da s. Rimberto, arcivescovo di Brema-Amburgo, come suo coadiutore e gli successe nell'888. I suoi vent'anni di governo trascorsero molto travagliati dalle questioni interne, a cagione dell'arcivescovo di Colonia, che esigeva la sottomissione della sua diocesi, e dalle invasioni degli Ungheresi e le conseguenti persecuzioni degli ecclesiastici. Prese come suo coadiutore Höger, anch'esso monaco di Korvey. Morì il 9 maggio 909, fu sepolto nella chiesa di S. Michele, ed è onorato il 29 apr.
ADALGERO (Adalgierus o Algerus); secondo B. Pez: Adelher). - Benedettino del monastero, come sembra, d'Augusta in Baviera e, secondo alcuni, anche vescovo; morì nel 964.
Di lui rimane l'Admonitio ad Nonsvindam reclusam, trattato sulle virtù, chiamato perciò anche Liber de studio virtutum.
Nonsvinda doveva essere una sua figlia spirituale; per desiderio di lei A. scrisse le sue esortazioni. Tratta della carità, umiltà, obbedienza, continenza, mortificazione, compunzione, orazione, lotta contro le passioni, sofferenza, speranza del perdono di Dio. In particolare raccomanda la lettura della Bibbia: «Quanto quisque in divinis Scripturis assiduus fuerit, tanto ex eis maiorem intelligentiam capiet: sicut terra quanto magis excolitur, tanto amplius fructificat» (cap. 13). Avvalora i suoi consigli con testi tratti dalla Regola di s. Benedetto, dalle Vitae Patrum, dalla Historia Tripartita, da s. Agostino e da s. Isidoro, dimostrandosi buon teologo e pieno di discrezione.
Questo trattato ascetico, notevole per ordine ed erudizione, per lo stile chiaro ed elegante, fu pubblicato nel 1721 da Bernardo Pez in Thesaurus Anecdotorum noviss. (II, parte 2ª, pp. 17-50), e riprodotto in PL 134, 915-38.