ADRIA, DIOCESI DI

ADRIA, DIOCESI di. - A., distante ora 22 km. dal mare aperto, ebbe un porto assai attivo nel periodo della repubblica romana; e sino al sec. x rimase l'unico centro importante fra il Po e l'Adige. Oggi è una piccola città in provincia di Rovigo, sul Po di Levante, ed è sede vescovile.

Tradizioni dubbie farebbero risalire l'introduzione del cristianesimo in A. all'epoca apostolica; bisogna invece riportarla alla fine del sec. II. Sede di un vescovato da età imprecisata, viene menzionata per la prima volta come tale nel sec. VII, quando appare nel

Sinodo romano del 649 il nome del suo vescovo Gal-lonisto. Verso il 920 Paolo, titolare di A., autorizzatovi da una bolla di Giovanni X, (Jaffé-Wattenbach, n. 3561; PL 132, 804), trasferì la sua sede a Rovigo, che da quel momento divenne sede dei vescovi di A. e dove, nel 938, il suo successore Giovanni iniziò la costruzione della cattedrale. Ad A. la cattedrale odierna, dedicata ai ss. Pietro e Paolo fu edificata negli anni 1776-1836. Il campanile è del 1686; e nell'interno un bassorilievo del sec. VI, con iscrizione greca, raffigura la Madonna col Bambino ed angeli.

Dipendente dall'arcidiocesi di Ravenna sin dall'inizio del sec. XIX, A. passò nel 1818 a far parte del patriarcato di Venezia. La diocesi ha 97 parrocchie con 269.500 fedeli, 198 sacerdoti diocesani e 30 regolari.

BIBL.: L. A. Muratori, Antiquitates Italicae Medi Aevi, ed. di Milano 1723-51, I, p. 241; III, p. 201; V. p. 473; G. Zattoni, Il valore storico della «Passio» di s. Apollinare e la fondazione dell'episcopato a Ravenna e in Romagna, in Rivista storico-critica delle scienze teologiche, I (1905), pp. 662-77; 2 (1906), pp. 179, 200 e 677-91; Ughelli, II, pp. 397-409; Lanzoni, II, p. 943. Mario Scaduto