ADRIANO di Nicomedia, santo, martire. - Secondo la Passio leggendaria, A. si sarebbe convertito in seguito all'atteggiamento coraggioso, durante la tortura, di 23 cristiani, vittime della persecuzione diocleziana, e sarebbe stato messo a morte con loro. La sua sposa Natalia, presente al martirio, l'avrebbe sepolto a Bisanzio. I Greci lo venerano al 26 ag., mentre il Martirologio geronimiano lo ricorda al 4 marzo. Papa Onorio (625-38) gli dedicò una chiesa al Foro romano, adattando a tale scopo l'aula della Curia senatoriale. Detta chiesa, chiamata S. Hadriani in tribus fatis (a causa del vicino gruppo delle tre Parche), fu eretta in diaconia da Adriano I (772-95). Un costituum, attribuito dal Liber Pontificalis (ed. L. Duchesne, I, p. 376) al papa Sergio I (687-701), dichiara che la chiesa di S. Adriano dovrà fungere da punto di convegno e di partenza per la processione litanica nelle feste di Maria S.ma: l'Itapante, l'Annunciazione, l'Assunzione e la Natività. La memoria di s. Adriano all'8 sett., ricordata in certi manoscritti del Martirologio geronimiano, nel Sacramentario gregoriano e nel Sacramentario gelasiano del sec. VIII, non è stata ancora spiegata, comunque è certo che l'accenno alla traslazione delle reliquie del santo a Roma non è che un'invenzione del martirologista Adone. Probabilmente la festa dell'8 sett. ha per origine la commemorazione che si faceva del santo in tale giorno, in occasione della processione litanica che partiva dalla sua chiesa.
ed. C. Cecchelli, Roma 1942, pp. 202-203, 204-95; C. Huelsen, Le Chiese di Roma nel Medioevo, Firenze 1927, pp. 260-61; R. Krautheimer, Corpus basilicarum christianarum Romae, I, Città del Vaticano 1937, p. 1. - A. Pietro Frutaz