papa Adriano VI

9 gennaio 1522 – 14 settembre 1523

MONUMENTO SEPOLCRALE DI ADRIANO VI (1523) Roma, Chiesa di S. Maria dell'Anima

Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Papi, antipapi, documenti pontifici Papi

ADRIANO VI, PAPA

English Cita

Noto anche come: tedesco: Hadrian VI.; inglese: Hadrian VI; francese: Adrien VI; latino: Adrianus VI, Hadrianus VI

ADRIANO VI, PAPA. - Pontefice dal 1522 al 1523. N. ad Utrecht il 2 marzo 1459, era figlio di Florenz Boeyens e di Gertruda. La famiglia non era né ricca, né povera. Morto il padre, la sua educazione fu affidata dalla madre ai Fratelli della vita comune, a Deventer o a Zwolle. Iscritto all'Università di Lovanio nel 1474, studiò per due anni filosofia e per dieci teologia e diritto canonico. Finiti gli studi ottenne una cattedra di filosofia. Nel 1490 fu licenziato e l'anno dopo divenne dottore in teologia. Con le rendite dei suoi benefici fece larghe elemosine e fondò un collegio per gli studenti poveri. Fu anche parroco di Goederee adempiendo personalmente i suoi doveri durante le vacanze. Nominato professore di teologia ebbe come discepoli Erasmo da Rotterdam ed altri noti letterati. Una serie di sue conferenze fu pubblicata da un discepolo (1515); da un altro le sue lezioni sul S.mo Sacramento (1516) nelle quali si dimostrò fautore della comunione frequente. Queste due opere ebbero molte edizioni. Eletto decano della chiesa di S. Pietro nel 1497, dovette assumere le funzioni di rettore della università.

Per la vita senza macchia, per l'alto concetto del dovere, per lo zelo riformatore dei costumi specialmente fra il clero, per la grande erudizione, sapienza e prudenza, divenne consigliere prediletto di molti ed anche della corte. L'imperatore Massimiliano lo fece precettore del nipote Carlo, cui A. procurò pieno diritto ereditario al trono spagnolo.

Dal 1516 insieme col Ximénez e, dopo la morte di quello, da solo governò la Spagna. Nel 1516 fu eletto vescovo di Tortosa, nel 1517 divenne inquisitore di Aragona e di Navarra e nel 1518 anche di Castiglia e di León. Nel 1517 fu creato cardinale. Durante il viaggio d'incoronazione di Carlo V sedò più con la prudenza che con le armi la ribellione generale scoppiata nella Spagna. Fu eletto Pontefice il 9 genn. 1522.

Due cose A. voleva ottenere: l'abolizione degli abusi nella Curia e nella Chiesa, e l'unione dei principi cristiani contro il pericolo dei Turchi. Cominciò con l'eliminare il cumulo dei benefici, prese severe misure contro la simonia, colpì il nepotismo dei prelati ed in genere tutti i vizi del clero e del popolo, cercò di migliorare la situazione finanziaria della Chiesa e dello Stato Pontificio facendo grandi risparmi, anche al fine di essere in grado di dare sussidi agli Stati che avrebbero dovuto far resistenza all'invasione dei Turchi.

Incorse nell'odio di quanti erano abituati alle grandiose feste, ai favori ed alla vita leggera della corte del predecessore, odio che si scatenò in libelli e pasquinate. Ebbe, tuttavia, il torto di allontanare anche elementi buoni, e ciò a causa del suo carattere talvolta schivo, particolarmente verso i prelati italiani. Fu errore al quale cercò in un secondo tempo di mettere riparo.

Mandò Chieregati come primo nunzio apostolico alla dieta di Norimberga a presentare i suoi disegni di riforma, sperando di ovviare al pericolo del luteranesimo e di conciliarsi i principi germanici (1522-1523). Non ottenne l'esecuzione dell'editto di Worms. Nemmeno riuscì a sedare il contrasto tra Carlo V e Francesco I. Volendo rimanere fedele alla politica di neutralità fra i partiti, fu costretto dalla inimicizia di Francesco I a fare un patto difensivo con Carlo V (1523). Nelle sue premure per il bene spirituale della Svizzera, della Polonia e di altri paesi, raccolse non poche delusioni.

Morto il 14 sett. 1523, fu sepolto provvisoriamente nella cappella di S. Andrea in S. Pietro. L'epitaffio diceva: Hadrianus sextus hic situs est qui nihil sibi infelicius in vita duxit quam quod imperaret. Il 12 ag. 1533 la salma fu trasportata alla chiesa di S. Maria dell'Anima, ove il card. Enckevoirt gli elevò degno monumento. Benché molto calunniato in vita ed in morte, nessuno osò mai attaccare la illibatezza di questo Pontefice né le sue intenzioni. - Vedi Tav. XXIV.

MONUMENTO SEPOLCRALE DI ADRIANO VI (1523) Roma, Chiesa di S. Maria dell'Anima.
Tav. XXIV MONUMENTO SEPOLCRALE DI ADRIANO VI (1523) Roma, Chiesa di S. Maria dell'Anima.(fol. Alinari)
Bibliografia5 opere
BIBL.: E. H. J. Reusen, Syntagma Doctrinae Theologicae Adriani Sexti, Pont. Max., Lovanio 1862; C. von Höfler, Papst A. VI, Vienna 1880; Pastor, IV, pp. 3-148; G. Pasolini, A. VI, Roma 1913; E. Hocks, Der letzte deutsche Papst A. VI, 1522-1523, Friburgo in Br. 1939.

Pancrazio Maarschalkerweerd

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Di Pancrazio Maarschalkerweerd

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 348–349.

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Maarschalkerweerd, Pancrazio. “Adriano VI, papa.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 348–349. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/adriano-vi-papa.

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Maarschalkerweerd, Pancrazio. “Adriano VI, papa.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 348–349. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/adriano-vi-papa.

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