AECAÉ, DIOCESI di. — Questo centro sorgeva nel paese dei Dauni, in Capitanata, sulla Via Traiana che, staccandosi da Benevento, si congiungeva ad A. con la Via Egnazia. Ebbe grande importanza nella II guerra punica; cadde nelle mani di Annibale e fu ripresa da Fabio nel 214 a. C. È ricordata da Plinio. Fu colonia romana sotto Settimio Severo. Il suo sviluppo fu dovuto alla posizione geografica rispetto al sottostante Tavoliere ed alle strade che vi conducono. Decadde rapidamente e fu distrutta, pare, nel sec. VII. Riacquistò fama e prese l'odierno nome di Troia nel 1017, per opera dei Bizantini.
Scarse le notizie sulla diocesi, che era compresa nella Regione II. I vescovi di cui ci vengono tramandati i nomi sono: 1) Dynamius, la cui esistenza è problematica; 2) s. Eleuterio: questo santo, ricordato in un testo greco (BHG, 568-70) come vescovo illirico, martire in Roma con la madre Anzia sotto Adriano, diviene nella traduzione latina (BHL, 2451) vescovo di A. È dubbio se il martirio greco sia stato adattato ad un s. Eleuterio venerato in A. o se si sia voluto spiegare la presenza delle sue reliquie in A. creandolo vescovo della città; 3) s. Marco, probabilmente del sec. IV: la leggenda (BHL, 2297) parla di un Marco «Aceanza urbis episcopus»; egli sarebbe stato uno dei 12 vescovi africani espulsi dai Vandali e approdati sul lido campano. È più probabile che le sue spoglie vi siano state portate dopo la distruzione di A. S. Marco ebbe culto antico anche in Benevento e altrove; 4) Secondino. Mentre sulle rovine della distrutta A. si edificava Troia, nel cimitero e chiesa di S. Marco fu rinvenuto il mausoleo di un vescovo di questo nome. L'iscrizione sepolcrale ricordava come egli avesse restaurato una chiesa, forse quella dei SS. Donato e Felice; 5) Marciano o Marziano del 501-502.