AGNESE d'Orlamunde. - Suora cistercense, notissima nella leggenda tedesca della Dama bianca («weisse Frau»), n. in anno imprecisato dalla famiglia dei duchi di Merania e andata sposa ad Ottone III d'Orlamunde. Alla morte del marito si infiammò incautamente d'amore per Alberto di Norimberga, per seguire il quale non esitò ad uccidere i suoi due figli. Il rimorso di tali delitti la perseguito e l'indusse a volgersi a Dio ed a ben meritare con opere di pietà. Nel 1280 fondò il monastero cistercense d'Himmelskron, nella diocesi di Bamberga (Baviera), del quale venne eletta abbadessa e dove raggiunse, si disse, alto grado di perfezione spirituale e si spense nel 1343. Essa avrebbe avuto anche il dono della profezia, se è vero quanto racconta la leggenda della Dama bianca, che preannunciò la grande fortuna degli Hohenzollern. Non ebbe culto, o, se da qualcuno l'ebbe, non fu riconosciuto dalla Chiesa. La leggenda che narra le sue vicende presenta varianti d'importanza alle quali non furono estranei gli esaltatori ed i genealogisti degli Hohenzollern (cf. A. Bigelmar, s. V. in LThK, I, coll. 140-41).
AGNESE di Poitiers, santa. - Badesa del sec. VI, la cui festa cade il 13 maggio. Educata dalla regina Radegonda, A. divenne la prima badessa del monastero di S. Croce, fondato in Poitiers dalla ricordata regina poco dopo la metà del sec. VI. In seguito agli ostacoli che frapponeva loro Maroveo, vescovo di Poitiers, Radegonda e A. introdussero, verso il 570, nel nuovo monastero la regola di s. Cesario d'Arles. Sono note le amichevoli relazioni di A. con il poeta Venanzio Fortunato. A. morì prima del 589.