AGNESE DI BOLEMÌA, BEATA

AGNESE di Bolemìa, beata. - N. a Praga nel 1208 e m. ivi il 2 marzo 1282. Figlia di Ottocaro I, re di Boemia, e di Costanza di Ungheria, parente di s. Elisabetta, ebbe, secondo l'uso di allora, un'educazione appropriata nel monastero di Trebnitz (Slesia) e poi in quello di Doxan (Boemia). Chiesta in sposa da Federico II, imperatore di Germania, rimasto vedovo, non volle acconsentire, essendosi prima votata a Cristo; e per difendere il suo rifiuto dovette ricorrere all'intervento del papa Gregorio IX, che mandò appositamente un suo legato. Rimasta libera si consacrò alle opere pie e fondò un ospedale per i poveri, affidandolo ai Fratelli della Croce (ordine cavalleresco, i cui seguaci portavano sull'abito una croce e una stella rossa, approvato da Gregorio IX nel 1237 e confermato da Niccolò IV nel 1282) e due conventi, uno per i Francescani e l'altro per le Clarisse. In questo s. Chiara d'Assisi inviò cinque delle sue religiose. A. vi prese il velo nel 1235, secondo altri nel 1236, e più tardi vi fu eletta badessa.

Volendo instaurare il pieno spirito di povertà, del quale era esempio il monastero di S. Damiano in Assisi, dove era badessa s. Chiara, A. rinunziò alle rendite dell'ospedale da lei fondato e preferì vivere di elemosine; ma questa restrizione non fu approvata che sotto Innocenzo IV. La sua santità fu coronata dal dono dei miracoli; predisse fra l'altro la vittoria di suo fratello Venceslao sul duca d'Austria. Le quattro lettere di s. Chiara ad A., giunte fino a noi, ci attestano l'affetto della fondatrice verso A. che chiamava la metà della sua anima, e alla quale inviò in ricordo parecchi poveri doni. Pio IX ne confermò il culto il 3 dic. 1874. La festa è il 2 marzo.

Bibl.: Acta SS. Martii, I, Parigi 1865, pp. 501-31; Acta francisciana, II, Quaracchi 1887, pp. 56, 62, 95; III, 1870, pp. 183-86; IV, 1870, pp. 357; V, W. Seton, Some New Sources for the Life of Blessed A. of Bohemia, Londra 1915; A. Butler-H. Thurston, Lives of the Saints, III, 3a ed. Londra 1942, pp. 24-26.