AGOSTINO della CROCE (da CRUZ). - Religioso portoghese, al secolo A. Pimenta, fratello del
celebre poeta Diego Bernárdes. N. a Ponte da Barca (Minho) nel 1540 o 1542, entrò nel convento della Serra de Cintra nel 1561. Passò l’ultimo periodo della sua esistenza in una abitazione, che egli stesso si era fatto costruire nella Serra da Arrábida, dove visse in raccoglimento e in isolamento da eremita. Morì a Setubal nel 1619, fatto segno a manifestazioni di grande venerazione.
A. compose in gioventù rime amorose, che egli stesso più tardi diede alle fiamme. Alcune di esse furono però risparmiate, e bastano a darci un’idea della sua anima appassionata e sensibile, espressa in sonetti di stampo per lo più petrarchesco e camoniano. Questa passione e questa sensibilità egli trasmise poi, trasformate e purificate, alla sua lirica religiosa.
La produzione poetica di A. da Cruz è formata essenzialmente da 141 sonetti, 15 egloge, 19 elegie, alcuni epigrammi e alcune odi, cui vanno inoltre aggiunti un epitaffio e tre lettere. I sonetti di argomento religioso hanno preferibilmente la forma di orazione o di pane-girico. Tra essi si ammirano, ad esempio, belle parafrasi del Pater, dell’Ave, del Credo, di preghiere del mattino o della sera, e simili; gli altri cantano Dio, il Crocifisso, la Vergine, i santi (p. es. s. Chiara, s. Giovanni Battista) o solenni ricorrenze liturgiche. In gran parte di queste composizioni ferve un commosso ascetismo, che pure si esprime in versi piani e armoniosi, senza che l’apologia diventi retorica e lo stile si irrigidisce nelle formole contenuti di cui spesso la materia dogmatica deve rivestirsi.